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Cristoforo Colombo: e se fosse stato piemontese?

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Cristoforo Colombo era piemontese ?
Cristoforo Colombo era piemontese ?

Cristoforo Colombo, ovvero l’uomo del mistero

Capita spesso di raccontare storie sulle origini misteriose di oggetti, reliquie, monumenti. Capita anche di narrare leggende che sembrano storie vere, e fatti di cronaca che sembrano invece leggende metropolitane. Raramente però capita di raccontare di uomini famosi la cui data di nascita è incerta, il luogo di nascita è incerto, l’estrazione sociale è incerta, la maggior opera è frutto di un errore, ma è una grande invenzione, anzi no, forse non è sua, l’eredità è assegnata da un tribunale dopo 30 anni di processo e (giusta conclusione) la tomba ritrovata era falsa, e anche se fosse stata vera forse non ne custodiva il corpo. Ebbene, per sommi tratti questa storia è stata la storia di Cristoforo Colombo, il navigatore più famoso che le cronache ricordino.

Già sul luogo della nascita storici e storiografi portarono tesi diverse.

Le due più accreditate portano a Cuccaro (comune del Monferrato, e facente parte del feudo dei Colombo di Cuccaro, dei quali rimane ancora il bellissimo castello) o a Genova (dove troviamo ancora la casa in cui l’ammiraglio visse in gioventù).

Cristoforo Colombo: e se fosse stato piemontese?
Cristoforo Colombo: e se fosse stato piemontese?

 

Molte altre sono tuttavia le tesi sull’origine: portoghese, spagnola, piacentina, polacca (versione per la quale sarebbe addirittura figlio di un re, Ladislao III), greca o addirittura nordica.

Ad oggi la versione più documentata pare riportare a Cuccaro Monferrato le origini di Colombo, che quindi sarebbe stato un nobile d’estrazione, sebbene non tolgano il dubbio di dove effettivamente sia nato, o di quando (l’anno è il 1451, ma la data varia dal 26 agosto al 31 ottobre).

Il che cambia parecchio, almeno rispetto a quanto la maggior parte di noi ha studiato alle elementari: figlio di un umile tessitore (o oste, a seconda del sussidiario, ma sono vere entrambe, perché il padre Domenico ricoprì entrambi i mestieri), divenne mozzo e marinaio autodidatta, per poi scoprire le Americhe, alla fine di un viaggio che ne dimostrò la grande forza di volontà e le grandi noti marinaresche.

Piemontese o genovese, Cristoforo Colombo si recò nelle Americhe pensando di aver raggiunto l’Asia: questo errore di calcolo lo portò alla più grande scoperta della storia del mare.

Anche su questo ci sono in realtà dei dubbi: i primi popoli organizzati a recarsi in quel continente furono i Vichinghi, più di 400 anni prima.

Cristoforo Colombo: e se fosse stato piemontese?
Cristoforo Colombo: e se fosse stato piemontese?

 

Tuttavia, riporta la Storia, mentre i Vichinghi crearono solo per un breve periodo degli insediamenti in Nord America, Colombo partì volontariamente per una spedizione geografica, aggiudicandosi il titolo di sopritore.

Come abbiamo detto, però, non solo nascita e operato dell’ammiraglio sono “incerte”: famosa è rimasta la diatriba sul maggiorasco di Colombo, ovvero l’assegnazione dell’eredità, causa che durò 30 anni e che portò (visto che in ballo c’erano titoli nobiliari e relative rendite su diversi territori oltreoceano) diversi pretendenti da almeno 3 Stati diversi.

In ultimo anche la tomba fu dichiarata falsa, in seguito ad un ritrovamento di ossa a Santo Domingo durante il restauro della cattedrale, che fecero dubitare dell’originalità dei resti conservati a Siviglia.

Su questi fatti molto si è scritto, per motivi storici, storiografici, o di semplice interesse economico.

Povero o ricco, piemontese o genovese, per sbaglio o per volontà Cristoforo Colombo rimane una delle figure migliori che l’Italia ha offerto al mondo.

Ed è solo questo che a noi, oggi, deve interessare.

 

 

V.

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