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Eataly: Farinetti cede il 20% ma la qualità resta invariata

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Eataly: Farinetti cede il 20% ma la qualità resta invariata Torino
Eataly: Farinetti cede il 20% ma la qualità resta invariata Torino

La nota catena di punti vendita e ristoranti nostrani famosa in tutto il mondo, Eataly, sta attraversando un periodo di cambiamento a livello finanziario.  

E’ notizia fresca di questi giorni infatti la cessione del 20%, ossia un quinto dell’impresa di ristorazione, della famiglia Farinetti (presidente del marchio) alla Tamburi Investment Partners (TIP) per un valore di 120 milioni di euro.

Prima di questa vendita la famiglia Farinetti composta dal Presidente Oscar e dai suoi tre figli, deteneva l’80% della quotazione dell’azienda, mentre il restante 20% era ed è di proprietà del socio storico Luca Baffigo Filangieri e della moglie Elisa Miroglio.

La scelta di vendere un ulteriore 20% del gruppo ha lasciato tutti senza parole, ma lo stesso presidente Oscar Farinetti ha dichiarato che tale cessione non andrà a modificare alcunché nella gestione e nella qualità dei servizi erogati da Eataly.

La scelta di appoggiarsi alla banca d’investimenti Tamburi parrebbe infatti essere nata dalla necessità di quotare in borsa la catena nel miglior modo possibile per gli anni 2016 e 2017.

 

Eataly: Farinetti cede il 20% ma la qualità resta invariata Torino Farinetti
 

Di fatto, al di là di tutti i concetti più o meno complicati del mondo della finanza che possono essere citati per questa vicenda, per Eataly e per i suoi clienti non cambierà nulla. La famiglia Farinetti continuerà a detenere il 60% dell’azienda e i recenti compratori della TIP sono pur sempre italiani e ciò allontana lo spettro dell’ennesima delocalizzazione di un’impresa italiana all’estero.

Ma quali sono le prospettive di Eataly con e senza questa transazione?

Occorre ricordare che il primo punto vendita e ristorazione di Eataly è stato aperto proprio nella nostra città, al Lingotto, ma da allora la catena ha davvero fatto molta strada diffondendosi in altre città italiane come Firenze e Roma ma soprattutto nel resto d’Europa e del mondo.

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Troviamo Eataly famosi a Istanbul, Tokyo, New York, Chicago e perfino a bordo di alcune delle navi da crociera della MSC.

Eataly è dunque un marchio di qualità, un invito vero e proprio allo slow food e incoraggiamento al consumo di Made in Italy in tutto il mondo.

Per il futuro l’azienda di Farinetti intende sfruttare i 120 milioni appena guadagnati per espandere ulteriormente il prodotto Eataly nel mondo ma anche in Italia, specie in vita dell’”Evento” dell’Expo 2015 di Milano.

Notizia fresca, oltre a quella della vendita alla TIP è quella dell’apertura prossima (martedì 18 marzo) di un nuovo grande punto vendita a Milano nei pressi del Teatro Smeraldo, un’area della città in fase di miglioramento e rivalutazione.

Si preannuncia come un evento di straordinaria risonanza, nonché come l’occasione ideale per procedere con la diffusione del marchio.

 

Francesca Palumbo

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