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Aziende torinesi (oltre) la top 10

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Aziende torinesi (oltre) la top 10
Aziende torinesi (oltre) la top 10

Ci sono diverse correnti di pensiero sui numeri: c’è chi pensa che abbiano la capacità incontrovertibile di fotografare la realtà e le diverse situazioni a cui fanno riferimento e chi invece ritiene che siano qualcosa di altamente opinabile, che non può prescindere da analisi approfondite ed attente interpretazioni.

C’è una pagina su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_delle_maggiori_aziende_italiane_per_fatturato) che presenta una classifica delle aziende italiane per fatturato.

E’ una lista che risale al 2009, quasi due anni dopo la deflagrazione della crisi finanziaria iniziata nell’agosto del 2007 e sfociata ben presto in una crisi industriale e in un’ondata recessiva a livello mondiale che si trascinano ancora oggi. In questa classifica figurano, più o meno a sorpresa, ben 3 aziende torinesi.

La prima è Fiat Group che, con i suoi 50 miliardi di euro di fatturato, raccoglie un significativo quarto posto, dietro Assicurazioni Generali, Eni ed Enel.

Al nono posto c’è Intesa San Paolo, nata nel 2007 dalla fusione di due istituti di credito fra i più importanti del nostro paese: la torinese San Paolo IMI e la milanese Banca Intesa.

La sede legale è rimasta in territorio piemontese ed il fatturato del 2009 si attestava sui 17 miliardi di euro.

lingotto fiat

Subito sotto, al decimo posto, troviamo la Fondiaria Sai, compagnia di assicurazioni fondata a Torino nel 1921, con 11,8 miliardi di euro di fatturato.

Nel dicembre del 2013 si è fusa con la bolognese Unipol Assicurazioni, portandosi dietro 8 milioni di clienti, 10 milioni di premi raccolti e 7.400 dipendenti, dando vita alla UnipolSai.

In pochi anni, sono cambiate davvero molte cose.

E’ di poche settimane fa l’annuncio dell’acquisizione da parte di Fiat della totalità del pacchetto azionario di Chrysler che ha portato alla nascita di una nuovo gruppo industriale denominato Fiat Chrysler Automobiles (FCA) con sede legale ad Amsterdam e domicilio fiscale a Londra. Un evento storico che priva il capoluogo piemontese della sua azienda simbolo sin dal 1899.

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Oggi, cinque anni dopo quel 2009, il processo di trasformazione di Torino, iniziato diversi anni fa, conta su realtà industriali ed imprenditoriali e soprattutto su numeri molto diversi. Nel settore metalmeccanico, tralasciando il gruppo Fiat, si distingue la torinese Avio (2 miliardi), specializzata nei motori per aerei, un tempo di proprietà del Lingotto.

Poco più in basso troviamo la storica Lavazza, fondata nel 1895 (1,27 miliardi), L’Italgas del gruppo Snam (1,19 miliardi), la SKF di Villar Perosa (1,05 miliardi) e l’unico gigante della distribuzione piemontese, ossia Novacoop (1,03 miliardi). Una menzione particolare va alla piccola Grom (24 milioni) del duo Martinetti-Grom, giovani imprenditori torinesi creatori nel 2003 di una nuova idea di gelato che ha fatto molti proseliti.

Oggi l’azienda conta negozi in trentaquattro città italiane e cinque città estere: New York, Parigi, Tokyo, Osaka e Malibu.

Un fulgido esempio dell’eccellenza enogastronomica piemontese che ha in Slowfood ed Eataly le sue punte di diamante.

Edoardo Ghiglieno

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