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Venaria, alla ricerca dei fantasmi nella Reggia

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Venaria, alla ricerca dei fantasmi nella Reggia

No, non si tratta di feste degne dell’Overlook Hotel che gli appassionati della saga di “Shining” conoscono molto bene. Non si tratta di ricevimenti in maschera che vedono come unici invitati gli ectoplasmi.

Niente di così romantico, ma qualcosa sembra che ci sia. Almeno secondo l’Avta, Associazione Venariese Tutela Ambiente, che cura la gestione delle Visite Guidate e delle Manifestazioni che si tengono presso la Reggia di Venaria Reale, con il contributo del Comune di Venaria Reale stesso (Assessorato alla Cultura)e della Regione.

L’associazione ha raccolto negli anni le segnalazioni di non meglio identificate presenze, come il molto sinistro pianto di una bambina proveniente da anfratti nascosti, e ovviamente mai vista da nessuno.

E così accade che negli scorsi giorni i tecnici dell’Epas, Istituto Nazionale Ricerca e Studio di Fenomeni Paranormali, abbiano piazzato all’interno delle stanze della Reggia telecamere a infrarossi, per captare qualsiasi movimento sinistro.

Una via di mezzo fra Ghostbusters e Esp Fenomeni Paranormali, per metterla sul piano filmico, ma di diertente c’è pochissimo. Anzi, sia i tecnici che gli appassionati del settore giurano che all’interno della Reggia accadano cose strane.

Per esempio si narra che nei corridoi sia ancora uso passare il fantasma di di re Vittorio Amedeo II, con tanto di cavallo: in molti assicuranod i avere sentito il rumoredegli zoccoli.  che, si narra, percorra gli ambienti tenendo per le briglie il suo cavallo bianco di cui si sentirebbe addirittura il clop, clop degli zoccoli.

«E, una volta Vittorio Amedeo fu pure fotografato», spiega a La Stampa Gianfranco Falzoni, presidente Avta, che aggiunge: «Anni fa qui era pieno di militari che, dalla vicina caserma, si infilavano nella chiesa di sant’Uberto e imbrattavano i muri con scritte vergognose o dichiarazioni d’amore. Dissi al loro comandante di rimproverarli. Nessuno lordò più gli interni.Allora ringraziai l’ufficiale che, però, ammise di non aver mai detto nulla alla truppa. E poi mi spiegò che non andavano più lì perché avevano visto apparire un uomo con un cavallo ed erano terrorizzati».

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E la leggenda non è solo cosa piemontese, se si pensa che molti siti, come Studenti.it, catalogano la Reggia come uno degli “Otto posti da incubo in cui andare in gita”: e dire che è uno dei luoghi turistici più visitati in Italia negli ultimi anni: Vittorio Amedeo deve senz’altro avere osservato infastidito il fiume di gente che sta disturbando il suo riposo in questi ultimi anni.

Sarà per questo che in molti giurano di averlo sentito, visto, o anche solo percepito.

Andrea Besenzoni

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