Home Cronaca di Torino Nuove forme di car sharing, il modo di muoversi del futuro

Nuove forme di car sharing, il modo di muoversi del futuro

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“Il car sharing è un servizio pubblico di mobilità individuale complementare al trasporto pubblico e privato, che permette di utilizzare un’automobile in modo completamente innovativo: il cittadino anziché acquistarla, paga solamente l’uso effettivo della vettura”.

Scrive così il sito del Comune di Torino per presentare nel 2011 una modalità di trasporto allora innovativa per il nostro Paese anche se già conosciutissima all’estero. E la chiave è tutta nelle 11 parole finali: poter usare un’auto senza doverla comprare e, soprattutto, pagando esclusivamente per il tempo in cui la si utilizza.

Dopo tre anni dall’introduzione delle prime forme di car sharing a Torino, il concetto è abbastanza chiaro. Ci sono delle auto messe a disposizione da alcune società di noleggio, basta prenotarle per tempo, guidarle fin dove si vuole e pagare il consumo effettivo, con inoltre numerosi vantaggi per la mobilità, la ztl ed il parcheggio. “Io Guido” è l’ormai noto servizio torinese gestito direttamente da Gtt, ma entro l’estate 2014 arriveranno sotto la Mole le 500 rosse di Enjoy, partnership tra Eni e Italo che promette nuove modalità semplificate per affittare ed usare le vetture.

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 Numeri comunque ancora molto bassi se rapportati a livello internazionale. In Italia il parco veicoli a disposizione per il car sharing è di appena 1.500 unità, a fronte di quasi 35 milioni di auto che ogni giorno circolano per le nostre strade, 61 ogni 100 abitanti, tasso di motorizzazione tra i più alti al mondo. Su tutto il globo, al contrario, si può noleggiare una macchina a chilometro in 5 continenti, 27 nazioni e più di 600 città. Oltre 43.550 automobili prese in prestito da circa 1.800.000 utenti.

Le motivazioni della ritrosità tutta italiana verso il car sharing deriva principalmente dalla concezione che nel nostro Paese ha l’auto: che sia una Punto o una Bmw, per noi non è solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo e un oggetto molto personale. Se combiniamo questa mentalità alla ben nota diffidenza con cui le compagnie assicurative vedono il settore auto (poco remunerativo e molto rischioso), possiamo ben immaginare quanti ostacoli si troverà a dover affrontare l’evoluzione del car sharing, il car sharing peer-to-peer.

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La novità di questo servizio, già attivo negli Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Australia e Singapore, consiste proprio nel mezzo: ad essere condivisa è proprio la vostra vettura personale. Al posto che lasciarla ferma sotto casa o in garage una società si offre di renderla disponibile ad altre persona. L’intermediario prenderà una percentuale (circa il 30%) sull’affitto, voi tutto il resto.

Voi lo fareste con la vostra auto?

Marco Parella

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