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Artemisia Gentileschi Superstar: Santa Caterina “on tour”.

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Artemisia Gentileschi Superstar: Santa Caterina “on tour”.
Artemisia Gentileschi Superstar: Santa Caterina “on tour”.

Cosa ci fanno in un tiepido sabato mattina, decine di signore emozionate all’idea di entrare in uno dei più attivi musei cittadini torinesi ovvero Palazzo Madama?

La risposta è: l’inizio di una piccola mostra all’interno della quale è esposto un quadro di Artemisia Gentilieschi, ovviamente.

È successo che, da qualche anno, una pittrice come Artemisia Gentileschi abbia ispirato molte mostre ed eventi. Dalla grande esposizione a lei interamente dedicata a Milano qualche anno fa alla piccola mostra allestita della Camera delle Guardie a Palazzo Madama a Torino.

Elevata a paladina di un femminismo che neanche conosceva, Artemisia Gentileschi – figlia del pittore Orazio – ha il pregio di essere una delle poche donne, in un mondo maschilista (quello si) come la pittura seicentesca.

Artemisia si forma artisticamente nella bottega romana del padre, seguendo l’impronta caravaggesca della sua pittura con una più sviluppata impronta teatrale ed emotiva. Un tocco femminile come si direbbe oggi.

Appunto, femminile e non femminista.

A Palazzo Madama a Torino, dall’8 marzo e fino al prossimo giugno, direttamente dalla Galleria degli Uffizi, è ospitata una tela di Artemisia – ormai amichevolmente chiamata così dai suoi seguaci più o meno interessati alla pittura.

Una rappresentazione della Santa Caterina che dialoga con due dipinti: una tela raffigurante San Gerolamo opera della mano del padre Orazio e un’altra sempre con la santa toscana, attribuita al Bassante, già della collezione Einaudi. Una possibilità senza quasi precedenti di vedere due opere di padre e figlia con il medesimo soggetto che dialogano, nelle quali è possibile vedere due modi diversi di interpretazione dello stile caravaggesco.

Ormai Artemisia Gentileschi è diventata quasi una rockstar, una celebrità.

Complice il fascino dell’entrata gratuita riservata alle donne per festeggiare l’8 marzo e complice una pubblicità fatta di molte esposizioni e mostre che hanno visto le tele di Artemisia protagoniste, tutto ciò ha reso possibile un aumento esponenziale della fama e della popolarità di una delle prime donne artiste che la storia dell’arte abbia conosciuto. Il tutto condito, soprattutto, dall’alone di femminismo – peraltro forse ingiustificato – che è stato creato intorno alla sua figura.

Nonostante questa “commercialità” – passatemi il termine – le capacità di Artemisia sono fuori discussione. In particolare l’opera esposta a Palazzo Madama è stata dipinta alla fine di un soggiorno fiorentino della pittrice, intorno al 1620.

Questa piccola esposizione non è che il punto di partenza di un dialogo tra le collezioni dei due grandi musei – Uffizi e Palazzo Madama – in vista di un progetto dedicato all’autoritratto femminile previsto per l’estate del 2014.

In un momento in cui si litiga ancora sulle quote rosa, sul ruolo della donna nella società, sui problemi e le violenze che ancora vengono subite, l’arte celebra il mondo femminile con eleganza e senza chiasso.

In un mondo di urla e continui litigi, il modo migliore per celebrare la femminilità – e non il femminismo – è con il silenzio di un museo e lo sguardo beffardo di una donna che rappresenta un’altra donna.

Artemisia Gentileschi

La santa Caterina dagli Uffizi dall’8 marzo al 3 giugno 2014

Palazzo Madama – Torino

Per informazioni su orari e costi: visita il sito del museo

Giulia Copersito

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