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A Falchera il futuro si chiama Piano Città

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Erano anni che se ne parlava, ed ora è quasi realtà; è passato il progetto di riqualificazione della Falchera proposto dal Comune di Torino all’Anci e al Ministero delle Infrastrutture.

Il “Piano città”, facente parte del decreto “Misure urgenti per la crescita del paese”, erogherà per i 28 comuni vincitori, su 457 partecipanti, ben 318 milioni, cui 11 milioni interamente per la “Questione Falcherese”.

Ma di cosa tratta il progetto presentato nel “Piano città”?

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Idee di social housing (case per i meno abbienti), edilizia residenziale, bonifica zone verdi (area laghetti), riclassificazione energetica di edifici privati e scolastici. Interventi strutturali legati alla viabilità e all’urbanizzazione, (qui per la relazione “sintetica” di tutti i lavori).

In particolare quest’ultimo punto darebbe il via ai lavori bloccati, nel 2006 per mancanza di fondi da parte del Comune di Torino, per il collegamento tra corso Romania e Falchera; il progetto assorbirà circa la metà degli stanziamenti destinati alla zona, 4,7 milioni di euro, ovvero il budget necessario, oltre ai 9 milioni originari previsti nel 2005, per terminare il cavalcaferrovia lasciato in sospeso, in tutti i sensi.

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A detta dell’assessore alla viabilità e ai trasporti Claudio Lubatti “la finalità di questa impresa è quella di reinventare la viabilità del quartiere in modo da aggiungere soluzioni a quelle già esistenti: il servizio ferroviario metropolitano, la linea 4, le navette Falchera – Borgaro/Falchera – Villaretto e il parcheggio Stura”.

Inoltre assieme al progetto è stata anche accettata la mozione dei 5Stelle Appendino e Bertola che ha lo scopo di convogliare il denaro rimasto in cassa per la manutenzione ordinaria e non, e per rendere agibile l’attuale strada che collega l’incrocio di via degli Ulivi con via delle Querce a Settimo Torinese, attualmente usata come discarica abusiva (vedi foto).

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La riuscita del progetto comunque non è ovviamente frutto del fato, bensì della costanza e della professionalità della giunta Fassino nel rendere Falchera un terreno “fertile”, ovvero, provvedendo a farla rientrare nei parametri richiesti dal bando: immediata cantierabilità e adesione da parte dei privati (ancora sconosciuti).

E come dice l’assessore all’urbanistica Ilda Curti: “[…] Questo è un tassello fondamentale nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area nord della città che, a partire dal Progetto Urban Barriera e dalla Variante 200, permette ora di puntare l’attenzione anche sul quartiere Falchera, che attende da anni un progetto di riqualificazione integrata che migliori la qualità della vita dei suoi abitanti”.

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Che sia la volta buona? Speruma  ‘n bin…

Damiano Grilli

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