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Cittadinanza Onoraria: i torinesi che non ti aspetti

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I torinesi lo sono per sempre: siano essi nativi, adottivi o diventati tali grazie alla cittadinanza onoraria

I miei concittadini sono persone grandiose, anche se sono torinesi per cittadinanza onoraria. Sono persone di cui essere fieri. Basta prendere ad esempio una mia vicina, una donna di colore, sempre sorridente.

E’ sempre solare, anche se ha avuto una vita molto complicata, fatta di morti, di guerre, di stupri. Forse però è sempre sorridente per quello, solo quando vedi il fondo apprezzi davvero le cose.

Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza
Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza

 

Quando vedi i bambini con un kalashnikov in mano, con le cicatrici delle ferite dentro le quali si mette coca, per renderli spietati ed insensibili alle paure che ci rendono umani.

Ma lei, la mia vicina, è sopravvissuta, e anzi, ha preso le redini della situazione, e quando c’era da ricostruire una società e un popolo lo ha fatto, senza mai far sparire il sorriso dal suo volto, solare come il vestito che porta.

Anche l’altra mia vicina ha un passato complicato, fatto di violenza e abusi, e di contestazioni al suo lavoro, che è tutto fuorché facile.

Le hanno persino ucciso il marito, e forse proprio questo l’ha resa perseverante e determinata.

Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza
Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza

 

A qualche isolato di distanza sta invece un uomo baffuto, austero alla vista. Ma non lo è, anzi, è molto cordiale.

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Ormai lo chiamiamo “solidarietà”, da quanto è gentile e generoso.

Certo, anche questo soprannome gli è costato fatica e persecuzioni, ma qui a Torino, vicino a tutti noi, ha trovato un ambiente sereno, e finalmente lavora felice.

Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza
Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza

Rita, invece, ci ha lasciato da poco.

Una “piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa”, diceva il suo vicino Primo. L’hanno pianta tutti quando se ne è andata, per la persona, per l’istituzione che ormai rappresentava.

Desmond invece è un uomo occupato. Come la mia vicina sorridente si dà molto da fare per gli altri, e ha rischiato anche lui la vita per quello che ha fatto e sta facendo, ma ne va fiero, ma mai quanto me, perché in fondo io ogni volta che lo vedo capisco quanto potrei fare, quanto potenziale c’è in ognuno di noi.

Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza
Cittadinanza Onoraria torinese: storie di ordinaria grandezza

E soprattutto sono fiero che Torino in qualche modo li ospiti, anzi scelga di ospitarli tutti, uomini e donne speciali, perché il loro essere grandi “contamina” positivamente tutti noi.

Già, perché la sorridente Johnson Sirleaf, la riflessiva Aung San Suu Kyi, Lech Walesa (il fondatore di Solidarnos, ovvero “solidarietà”), Rita Levi Montalcini e Desmond Tutu, sono alcuni dei cittadini onorari di Torino.

Personaggi famosi che la nostra città ha deciso di rendere modelli, legando a sé il loro nome, e di cui non si può che essere fieri di essere concittadini.

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V.



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