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Le giovani donne del Liceo Teatro Nuovo di Torino dicono basta… e vincono!

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Le giovani donne del Liceo Teatro Nuovo di Torino dicono basta… e vincono!
Le giovani donne del Liceo Teatro Nuovo di Torino dicono basta… e vincono!

Il Liceo Teatro Nuovo di Torino ha vinto il Concorso Nazionale “Donne per le donne – diciamo basta!” bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per la Scuola Secondaria di secondo grado sono risultati vincitori a pari merito quattro istituti italiani tra cui il Liceo Teatro Nuovo Coreutico Teatrale e Scenografico di Torino.

Il progetto presentato dal Liceo Teatro Nuovo, dal titolo “Canto per Hina”, è stato elaborato dagli allievi del Liceo, in particolare dalla Classe IV Teatrale, guidati dai docenti Girolamo Angione, Mattia Bozzi e Antonio della Monica; la realizzazione scenica è stata curata da Marisa Milanese e Franca Dorato, con riprese video di Daniele Serra. Ne sono interpreti Lina D’Ambrosio, Jessica Grande, Martina Boda e Riccardo Ranzani del Liceo Teatrale e Marina Soalca, Joara Camarco e Veronica Di Cianni del Liceo Coreutico.

La premiazione è programmata per l’8 di marzo in occasione della Festa della donna, a Roma presso il palazzo del Quirinale, a cura della Direzione Generale del Ministero.

 

Le giovani donne del Liceo Teatro Nuovo di Torino dicono basta… e vincono!

Canto per Hina è un corto teatrale dedicato alla storia vera di Hina Salem, una ragazza pakistana uccisa dal padre nel 2006, in un paese del bresciano, come punizione per non volersi adeguare agli usi tradizionali della cultura d’origine.

Ma quello che gli allievi del liceo Teatro Nuovo hanno voluto sottolineare nel loro intervento teatrale è che Hina non è stata uccisa per motivi religiosi, e neppure perché voleva vivere come un’occidentale: Hina è la vittima di un possesso-dominio patriarcale che non è confinato in una sola porzione del mondo.

La sua storia è apparsa come il simbolo delle piccole e grandi offese subite dalle ragazze e dalle donne nei loro diritti, nella loro libertà, nella loro dignità; tutte le ragazze e le donne possono essere Hina perché la sua è la storia di tutte le violenze che accadono nel silenzio.

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Questi temi sono emersi con particolare forza ed efficacia dai materiali di cronaca giornalistica che i ragazzi hanno reperito per la realizzazione del corto teatrale e, in particolare, dai resoconti dei verbali e delle sedute processuali che hanno descritto con particolare crudezza e verità il percorso di intimidazioni e violenze che ha segnato la vita di Hina.

A fronte del crudo realismo della vicenda e della dettagliata verità di alcuni episodi, si è scelto di portare in scena il Canto per Hina, utilizzando un linguaggio sobrio, ma anche fortemente evocativo e coinvolgente sul piano emozionale.

Da qui la scelta di unire la parola, solo e semplicemente detta, al dinamismo della danza che, in forma astratta ma fisicamente assai partecipata, esprime da una parte l’emozione e la sofferenza che ogni forma di violenza, piccola e grande, imprime sul corpo della donna e, dall’altra, la solidarietà e la forza che nasce dalla sensibilità e fragilità della condizione femminile.

 

r.mazzone@mole24.it

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