Home Cronaca di Torino In cerca delle 18 mila biciclette torinesi (rubate)

In cerca delle 18 mila biciclette torinesi (rubate)

1283
SHARE
In cerca delle 18 mila biciclette torinesi (rubate)
In cerca delle 18 mila biciclette torinesi (rubate)

C’è una sorta di leggenda a Torino che riguarda le bici rubate.

Sarà forse capitato anche a voi o a qualche persona a voi vicina, di avere una brutta sorpresa e non trovare più l’amata bicicletta là dove era stata legata con una resistentissima catena, all’uscita dal cinema, da una lezione dell’università, o ancora in pieno centro e in pieno giorno, dopo una commissione veloce o un caffè da un amico.

Incredulità e rabbia hanno in fretta lasciato spazio all’irrefrenabile desidero di avere tra le mani il disgraziato malvivente che vi ha sottratto la vostra fedele compagna di tante scorribande nel traffico cittadino e magari di qualche uscita fuori porta.

 

Io non compro la tua bicicletta bike pride Torino

Ed ecco che qualcuno, nel difficile tentativo di consolarvi, vi ha subito suggerito di farvi un giro a Porta Palazzo, l’indomani mattina, per verificare se il vostro velocipede è andato a rimpinguare il ricco mercato che da tempo immemore si alimenta delle disgrazie dei poveri cicloamatori sabaudi derubati del proprio mezzo.

La probabilità di trovarla e ancor più quella di recuperarla sono ovviamente molto poche, ma qualcuno, con racconti più o meno pittoreschi, giura di esserci riuscito.

Qualche ben informato, assicura che, in caso di mancato ritrovamento, la bici si troverà sicuramente a Casablanca oppure in qualche paese dell’Est.

Esiste una statistica che mostra come il numero di biciclette acquistate ogni anno in Italia abbia ormai superato quelle delle autovetture: è accaduto nel 2012, 1.750.000 bici contro 1.748.143 auto.

 La crisi, il traffico, la cronica mancanza di parcheggio hanno decisamente alimentato questo fenomeno e così, per l’inflessibile legge dei grandi numeri, anche i furti sono aumentati di conseguenza.

Ogni giorno in Italia ne vengono rubate circa 3.000, con una media di 25 nelle grandi città.

A Torino in particolare ne spariscono circa 18.000 all’anno, più che in ogni altra città italiana, più di Roma e Milano, dove il numero di bici è maggiore, ma i furti si attestano attorno ai 10mila casi annui.
Diversi sono i tentativi da parte del Comune di incentivare l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto urbano, con tutti i vantaggi che ne derivano, anche per l’utilizzatore finale.
Il primo è l’ormai celeberrimo bike sharing, molto diffuso in Europa e che a Torino si chiama ToBike.
Un servizio che permette di scaricare sulla collettività il rischio del furto e del danneggiamento, eventi da cui le biciclette del Comune non sono per nulla esenti, come dimostrano i numerosi e spiacevoli episodi verificatisi negli ultimi anni.
C’è poi un’iniziativa promossa dal Servizio Politiche dell’Ambiente per garantire ai cittadini la possibilità di parcheggiare le biciclette nei cortili delle proprie abitazioni, laddove i regolamenti condominiali non lo consentono pur senza averne la facoltà.
Non sarà il più sicuro dei rimedi, ma di certo può contribuire a ridurre il rischio di furto.
E’ possibile infine iscrivere la propria bicicletta al Registro Italiano Bici (http://www.registroitalianobici.it/), l’unico riconosciuto in Italia dalle Forze dell’Ordine, che si avvale di diversi sistemi di identificazione: dalla targatura alla micro-punzonatura, passando per sistemi più sofisticati come l’impianto di chip attivi/passivi RFID e l’installazione di localizzatori GPS e GSM. I lestofanti di Porta Palazzo sono avvertiti.
Edoardo Ghiglieno

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here