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Juve: e poi arriva Tevez

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Juve: e poi arriva Tevez

No, non ci caschiamo. Non cadiamo nel tranello semantico di dire che la Juventus ha mostrato la sua “Grande bellezza”, o che è una squadra da “Oscar”. Lo hanno fatto altri, ben poco fantasiosi, colleghi. Noi ci limitiamo a raccontarla, questa grande bellezza di San Siro.

E sia chiaro, la raccontiamo tutta. Raccontiamo di una Juve che, reduce da una massacrante trasferta in Turchia (4 ore di volo all’andata, altrettante al ritorno) ha saputo soffrire per un tempo un Milan cui Seedorf, se non ancora un’idea di gioco precisa, ha dato, fuor di dubbio, un’anima. La voglia di lottare e di imporsi che sembrava persa e che ora è riemersa, e c’è da chiedersi cosa sarebbe potuto succedere se Bonucci non avesse salvato quel pallone sulla riga di porta. O se, banalmente, Balotelli non avesse avuto il mal di schiena.

Perchè una partita così, aspra, combattuta, difficile, la vinci se hai i fuoriclasse. E domenica sera il fuoriclasse lo aveva la Juve, con la maglia numero 10. Se poi a lui affianchi un Lichtsteiner, un Marchisio in ottima forma, un Llorente implacabile ma anche un Bonucci e un Buffon che salvano tutto, capisci perchè la Juve ha vinto.

Juventus vs. Palermo

E ha vinto in un turno in cui avrebbe potuto perdere punti dalla Roma, e invece li ha incrementati. Dicevamo, dei fuoriclasse e della grande bellezza. Fin troppo facile pensare alla sassata di Tevez da 25 metri, con “sbam” sulla traversa incorporato. Ma lo avete visto il primo gol? Lancio lungo per Marchisio, che aggancia. si allarga e rimette in mezzo. Per Tevez, il Signor Bellezza. Il suo appoggio per Lichtsteiner è delizioso, perchè lui sa che Lichtsteiner sta arrivando, senza averlo nemmeno visto. Meraviglie degli schemi di Mister Conte. E poi la giocata magistrale dello svizzero, il movimento a smarcarsi di Llorente, che si presenta così solo davanti alla porta da dovere solo spingere la palla in rete. E porre fine, d’incanto, alle velleità dei Seedorf Boys.

Tanta, tantissima roba. Il tutto mentre gli altri parlano, sdottorano classifiche avulse dagli errori arbitrali, millantano torti (e mai favori) e i favori (e mai i torti) legati alla Juve. ecco, mentre gli altri si dilettano in questi esercizi di stile, la Juve vince. A sassate, come quella di Tevez,

Marco Gallo

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