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Spina3, la Torino che cambia

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Spina3, la Torino che cambia
Spina3, la Torino che cambia

Un progetto ambizioso, un investimento cospicuo, una città che cambia. Questo è stato, ed è ancora, la Spina 3. Di certo è la maggiore trasformazione urbanistica che Torino ha vissuto e sta vivendo in questi anni, per un investimento totale di circa 800 milioni di euro.

L’obiettivo del progetto era quello di recuperare aree industriali dismesse per creare non solo una nuova urbanistica e una nuova viabilità cittadina, ma anche e soprattutto regalare aree di città finora inaccessibili a progetti innovativi. Come quello per esempio dell’Environment Park, nato sulle aree ex-Teksid (circa 25.000 metri quadri) ed è stato realizzato tra il 1997 e il 2000 su progetto di Emilio Ambasz, Benedetto Camerana e Giovanni Durbiano, utilizzando anche finanziamenti dell’Unione Europea.

Questa zona torinese era caratterizzata dalla presenza di numerosi siti industriali e di un cavalcavia, quello di corso Mortara, a dire poco impattante. Un giorno, qualche anno fa, quel cavalcavia è stato abbattuto, sostituito da una viabilità sempre più sotterranea (e purtroppo sede anche di alcuni gravi incidenti), sempre meno visibile e sempre più moderna. Un’altra area ex industriale è la ex-Vitali, che ha ospitato il principale villaggio media per le Olimpiadi del 2006, ora utilizzato per il settore terziario.

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E poi c’è il Parco Dora: oltre 450 mila metri quadrati recuperati dalle aree ex Fiat ed ex Michelin, diventati adesso un grande polmone verde per la città, secondo solo al parco della Pellerina.

Un esempio mirabile di unione fra il futuro ambientale, il presente postindustriale e il passato di fabbrica: ogni zona del parco infatti ambienti naturalistici e preesistenze derivanti dal passato industriale della zona, conservate e rifunzionalizzate. Si pensi, per esempio, alla torre di raffreddamento della Michelin, la grande struttura dello strippaggio e la centrale termica delle acciaierie Fiat.

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E poi ancora i nuovi quartieri residenziali, oppure il centro commerciale che sorge proprio davanti all’EnviPark: la Spina 3 sta cambiando il volto di una parte di Torino.

Con il contributo, non indifferente, anche dei cittadini, che non solo partecipano a quanto accade, ma vigilano affinchè tutto sia portato avanti in modo corretto. E’ questo per esempio il compito del Comitato dei Cittadini Dora Spina3, che insieme a numerose associazioni, come Pro Natura, pretendono un’informazione costante sulla bonifica del territorio, ma chiedono anche di essere coinvolti su quanto il Comune organizza, per esempio, nel Parco. Un’occasione non solo di sviluppo, ma anche di partecipazione.

Andrea Besenzoni

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