Home Arte Non solo Renoir e non solo Monet: potebbe arrivare anche Kandinskij

Non solo Renoir e non solo Monet: potebbe arrivare anche Kandinskij

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Non solo Renoir e non solo Monet: potebbe arrivare anche Kandinskij
Non solo Renoir e non solo Monet: potebbe arrivare anche Kandinskij
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Chiusura col botto per le due grandi mostre torinesi che hanno salutato la Mole ieri: la kermesse su Renoir alla Galleria d’Arte Moderna e l’esposizione della Sacra Famiglia dell’Ermitage a Palazzo Madama.

Le code non sono mancate, ancora nell’ultimo week end: in particolare quelle in corso Galileo Ferraris hanno per un attimo fatto pensare di essere a Roma a i Musei Vaticani o a Firenze agli Uffizi, e non a Torino.

Gli organizzatori, ma anche il sistema Torino Musei e l’amministrazione si fregano le mani per il record di 250 mila visitatori, e non hanno alcuna intenzione di rispondere a chi obietta come la cultura torinese sia ancora un pò troppo a “spot”, cioè basata sui grandi eventi, e non una rete fatta di esposizioni quotidiane.

Anche perchè, semplicemente, si potrebbe rispondere che non è vero, e i casi proprio della Gam e del Museo di Rivoli sono lì a confermarlo.

Comunque, anche il prossimo anno le mostre – evento non mancheranno. Detto di Mo net(ne abbiamo parlato qui), potrebbe arrivare a Torino nel 2015 un altro grande artista del secolo scorso: Kandinskij.

Continuerebbe in questo modo la strategia di rete del Comune con i grandi sistemi culturali esteri, le cui basi evidentemente sono state poste nelle frequenti missioni di Fassino, o di membri dell’amministrazione, con le grandi città europee e non solo.

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L’opera più completa del maestro russo, vero e proprio genitore dell’astrattismo, è infatti al museo Guggenheim di New York.

Un ennesimo tentativo ambizioso, le cui basi sono state poste proprio poche settimane fa. Spiega Fassino in una recente intervista a Repubblica: “Di fronte ad un assottigliamento delle risorse pubbliche la risposta è quella di mettere in piedi, attraverso la Fondazione per la cultura, una vera e professionale attività di raccolta fondi. Nel 2013 i nostri enti culturali hanno raccolto dai privati 25 milioni. Sommati a quelli di Comune, Regione e ricavi propri delle fondazioni si sono investiti 100 milioni. L’impatto sulla città si vede anche sui flussi turistici. Dei 250 mila visitatori di Renoir, almeno un terzo sono venuti da fuori Torino. Vuol dire stanze degli alberghi che si riempiono, ristoranti che lavorano, taxi che girano, flussi turistici che crescono”.

Il dato quindi è certo: Torino sta continuando a lavorare per portare in città eventi culturali: l’immagine della gente in coda per Renoir, se da un lato potrebbe quasi far storcere il naso a quelli che “Come si vede che i torinesi non sono abituati ad avere tesori artistici”, dall’altro, ribaltando il ragionamento, non fa che testimoniare la grande voglia di arte sotto la Mole.

Andrea Besenzoni



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