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Sochi, cerimonia di chiusura che profuma di Torino

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Sochi, cerimonia di chiusura che profuma di Torino
Sochi, cerimonia di chiusura che profuma di Torino
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Ne abbiamo parlato insistentemente. Abbiamo visto tutti cosa sia successo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali in Russia, a Sochi. Domenica nel tardo pomeriggio la Russia chiuderà i battenti su una delle Olimpiadi più costose di sempre, nelle quali, toccando ferro, finora non è accaduto nulla di quanto temuto, nulla che andasse, come ogni Olimpiade comanda, oltre l’evento sportivo, le lacrime, le luci, le medaglie, la fatica e i sorrisi.

E il sipario si chiuderà con uno show made in Italy, orchestrato da un nome che i torinesi dovrebbero conoscere molto bene: Marco Balich. Uno show su cui il comitato organizzatore, in linea con i dettami del segreto Olimpico (e anche della riservatezza Made in Russia) ha fatto scendere un velo di segreto. Allo stadio Fisht, che ha ospitato l’atto inaugurale, le prove di sicuro proseguono incessanti, come d’altronde accadde all’Olimpico di Torino per tutta la durata dei Giochi 2006. Non si sa quindi il tema della cerimonia, nè come verrà sviscerato.

All’inaugurazione fu una autocelebrazione della storia russa, come descrive lo stesso Balich: “La cerimonia di apertura è sempre la proiezione che il paese ospitante vuole dare di sé: a Londra era l’eccentricità inglese, a Pechino il luccicante e millenario impero d’oriente. La Russia rilegge la propria storia in modo molto importante, forse privilegiando più l’aspetto tecnico e stupefacente, su quello emotivo”. E la storia di Madre Russia è stata affrontata in modo pomposo, a tratti roboante, ma non senza intoppi. Il quinto cerchio chiuso è un’immagine che resterà, ma forse non negli occhi degli spettatori russi, dato che la tv nazionale ha “censurato” la gaffe mandando in onda le immagini delle prove generali (che comunque si sa, servono anche a questo… o no?). Se due settimane fa il deus ex machina dello spettacolo è stato Konstantin Ernst, il direttore generale del primo canale statale ideatore e produttore della serata con la consulenza dell’americano Scott Givens, dopodomani tocca a Balich.

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E si diceva, i torinesi lo conoscono molto bene. Nato come promoter di concerti (robetta, tipo lo show dei Pink Floyd sulla laguna di Venezia), negli anni si è specializzato in grandi show, in spettacoli con performer e coreografie spettacolari e di massa, con un occhio sempre puntato sull’aspetto emozionale. Che a Torino abbiamo ancora negli occhi, e in queste settimane abbiamo ricordato a più riprese: lo spettacolare braciere, i cinque cerchi, i fuochi d’artificio, le scintille di passione per fare esempi.

Ma Balich e Torino non sono solo Olimpiadi: ha coordinato infatti il lancio in pompa magna sul Po della fiat 500 nel 2008, e l’inaugurazione dello Juventus Stadium tre anni dopo. Una presenza fissa, insomma, quando si tratta di organizzare grandi cose in città. Anche perchè di “Grandi cose” se ne intende, eccome: a lui toccarono un pezzo di cerimonie conclusive di Salt Lake City 2002 e Londra 2012, a lui toccherà l’intero show di Rio 2016. E quello di domenica.

Staremo davanti ai teleschermi con curiosità.

Andrea Besenzoni



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