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Il Nuovo Museo Egizio

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Musei Top100: Quanta Torino C'è?
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Fondato nel 1824, il Museo Egizio di Torino conta una quantità di reperti archeologici che lo rendono secondo, per importanza, solo al museo del Il Cairo.

Il museo colleziona quattromila anni di storia egizia, dal Predinastico (4.000 a.C.) passando per il Medio Regno (1.955 – 1.750 a.C.) fino all’Età Romana e Bizantina (31 a.C – 640 d.C.), rendendo accessibile a tutti la scoperta di una civiltà che, forse, non è mai morta.

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Si prendano ad esempio la statua del Faraone Ramesse II con la sua corona blu, o la Tomba di Kha e Merit, un architetto e sua moglie, con al suo interno 504 oggetti che rappresentano la vita quotidiana del tempo. O ancora il Tempio di Ellesija, scavato nel 1450 a.C. da Thutmosi III, che il Museo di Torino ha salvato da un’inondazione del lago Nasser e che per rispetto fu donato dall’Egitto all’Italia e consegnato successivamente al Museo Egizio.

Tutte queste sono dimostrazioni palesi dell’importanza che il museo riveste esclusivamente per quella che è l’arte e la cultura egizia.

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Per esempio è di questi giorni la collezione “Immortali, l’Arte e i Saperi degli antichi Egizi”, una selezione di opere collocabili in un percorso storico molto ampio che rivela i differenti materiali e le tecniche di lavorazione usati dagli artisti del tempo per esprimere l’importanza dei loro committenti che siano stati di volta in volta regine, nobili o faraoni.

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Ma dopo tutto ciò, a pensarci bene vi sarete chiesti perché nel titolo è presente l’aggettivo “Nuovo”. Ebbene, è presto detto.
Dal 2009 il Museo Egizio ha attivato un progetto per l’ampliamento della superficie espositiva che comprende anche 1.000 mq del Palazzo Nobili aprendo così al pubblico nuovi ambienti ipogei che saranno inaugurati ad aprile del 2015 sotto la veste del “Nuovo Museo Egizio”.

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Questo dimostra che il famoso scopritore Jean-Françoise Champollion aveva ragione quando disse: “La strada per Menfi e per Tebe passa per Torino”.

Damiano Grilli



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