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Toro, a Verona torni bellissimo

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Toro, a Verona torni bellissimo
Toro, a Verona torni bellissimo

Verona è una città splendida, con tante meraviglie da visitare: l’Arena, ovviamente, oppure il balcone di Giulietta. Ieri sera si è aggiunta un’opera d’arte moderna, un’installazione che è rimasta in esposizione una sera appena e che, nonostante il suo indiscutibile valore, non è stata molto apprezzata dagli scaligeri: si tratta della ripresa del Toro in un “Bentegodi” rovente.

Gli uomini di Ventura cancellano l’inopinata sconfitta interna contro il Bologna e preparano il derby nella maniera migliore, con un successo convincente costruito su un grande inizio di secondo tempo, dopo una prima frazione che li aveva visti soccombere nel punteggio, ma senza demeriti.

L’1-0 scaligero, frutto di un penalty fischiato per un’ingenuità di Bovo su Juanito Gomez, è parso abbastanza casuale, visto che i granata sono apparsi in pieno controllo della gara.

Al rientro in campo, il Toro ha messo quel furore che tanto piace ai suoi tifosi, chiudendo il Verona nella propria area e andando a segno tre volte in un quarto d’ora coi padroni di casa a chiedersi quale treno li avesse colpiti.

A guidare la riscossa è stato El Kaddouri, che, in pochi minuti, da oggetto misterioso diventa oggetto sostanzioso, ripagando la scelta di Ventura che, dopo la brutta prestazione della domenica precedente con un concorso di colpa non indifferente sull’azione del decisivo 2-1, decide di puntare su di lui per dargli la necessaria fiducia per sbloccarsi, oltre che per avvisare il Verona di esser venuti a giocare per la vittoria. “El Ka”, dopo un primo tempo sonnacchioso, sfodera due assist e una rete: un vero e proprio fattore.

Toro, a Verona torni bellissimo

E’ tutta la squadra, però, a essere monumentale, giocando senza pensare al derby e, al tempo stesso, pensandoci, vista l’intelligenza con cui i tanti diffidati hanno disputato il match, evitando un’ammonizione letale.

Dietro, escluso il rientrante Bovo che paga un po’ di ruggine, è tutto un sorriso. Padelli sbaglia un’uscita, ma per il resto c’è, Darmian si riprende alla grande sia dal primo vero errore in tre anni in granata che dai guai fisici avuti in settimana tornando il miglior esterno basso italiano, Glik regala un match all’inglese in controllo su Toni stravincendo il duello, Masiello va addirittura vicino al primo centro con la maglia del Toro (tienitelo per lo Stadium, Sasà) e Moretti, beh, #chebravoMoretti potrebbe diventare un hashtag, tante sono le volte in cui  lo si è detto quest’anno.

A centrocampo, invece, Kurtic dimostra di aver appreso in fretta le conoscenze del mister, facendo prove tecniche di inamovibilità: grinta, personalità e testa alta.

Al suo fianco, Vives gioca con diligenza, rivelandosi prezioso, pur pescando l’ennesima ammonizione stagionale. Davanti, per Immobile gli aggettivi sono in via di esaurimento.

Se volessimo giocarci l’hashtag anche qui sarebbe #questaèlamigliorpartitadiImmobile, frase ripetuta al termine di ogni sua partita, il che porta a pensare che la miglior partita di Immobile sarà sempre quella successiva, visto che il centravanti sembra aver fatto del Kaizen toyotiano la sua ragione di vita.

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Cerci l’ho tenuto per ultimo. Per ultimo, perché c’è il rischio di darlo per scontato e invece merita un paragrafo solo per lui.

Per ultimo, perché è stato letteralmente devastante, disputando uno dei suoi migliori incontri stagionali: strappi continui, accelerazioni, un assist per El Kaddouri, un gol stupendo e godurioso (conclusione col mancino nell’angolino basso, arrivando in corsa e trovando l’unico pertugio disponibile), un altro sfiorato col destro, la sensazione di terrorizzare la retroguardia scaligera anche solo guardandola male.

Cerci che, ormai, è fuoriclasse con la “effe” maiuscola che fa pregustare un esaltante finale di stagione e poco importa se esce dal campo infilando direttamente gli spogliatoi, tanto sappiamo che gli passa subito e il suo temporaneo malumore è solo voglia di rimanere in campo a dare tutto.

Col sapore ancora dolciastro della vittoria, si comincia a pensare al derby e pensarlo da sesti è un bel pensare, anche se la Mission sembrerebbe davvero Impossible e a Ventura potrebbe non bastare prepararla in maniera perfetta come ieri sera. La speranza è di vedere il furore agonistico di inizio ripresa, di giocarcelo da Toro, di giocarcelo fino al termine, così come si spera di giocarsi fino al termine della stagione, con la salvezza virtualmente conquistata, il posticino in Europa League. L’importante è esserci, poi qualcosa in mano rimarrà.

Ps non ce ne siamo dimenticati, il gol di Immobile è in fuorigioco. Come contro l’Atalanta è quasi una compensazione degli episodi sfavorevoli dell’andata (un rigore non dato su D’Ambrosio nel finale, un probabile mani, non sanzionato, sempre in area gialloblù). Per i nostri cuori tifosi, però, è l’unico tocco di amaro in una serata perfetta, siamo fatti così.

Francesco Bugnone

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