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Ora è sicuro: in Piemonte si vota

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Ora è sicuro: in Piemonte si vota
Ora è sicuro: in Piemonte si vota

In Piemonte si voterà a breve. Ormai è sicuro. Rigettato il ricorso dell’ormai ex presidente della Regione Cota, ora la palla passerà di nuovo agli elettori. La notizia, sebbene fosse nell’aria, è degli ultimi giorni. Fin da quando il Tar aveva definito non regolare l’elezione di Cota di quattro anni fa, era parso segnato il destino della sua giunta.

Ma il Governatore e il suo partito, la Lega, non si erano dati per vinti, e prima con una manifestazione in piazza e poi con il ricorso alla sentenza avevano provato a opporsi a questa decisione. Che invece, a questo punto, sembra ormai definitiva. Durissimo il commento di Cota, secondo cui siamo di fronte a un tentativo della sinistra di prendersi il comando senza avere vinto le elezioni. Dal canto suo esulta, definitivamente, Mercedes Bresso, sconfitta di misura in quella elezione e depositaria del ricorso al Tar, poi accolto, che non ha mancato di lanciare una sferzata al suo oppositore politico definendolo un “alieno”.

“Il Consiglio di Stato – si legge nel dispositivo finale dell’ordinanza – in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), previa riunione degli appelli, respinge le istanze cautelari e mantiene ferma l’esecutività della sentenza appellata. Si riserva di depositare la sentenza di definizione della intera controversia ai sensi dell’art. 60 del codice del processo amministrativo”.
Ricordiamo l’origine del patatrac: Cota aveva vinto avendo fra i suoi alleati la lista “Pensionati per Cota”, che aveva portato in dote 27.892. Il patron della lista, Michele Giovine, ex consigliere regionale, è stato condannato insieme al padre Carlo per le firme false a sostegno del loro movimento.
E adesso?
Adesso al Governatore non resta che indire la data delle prossime elezioni: si pensa al 25 maggio, data delle Elezioni Europee, per non gravare con ulteriori spese sui bilanci pubblici. Se per la sinistra sembra quasi scontato il nome non di Mercedes Bresso ma di Sergio Chiamparino, che ha già ricevuto l’endorsement ufficiale della stessa “zarina” e che nel frattempo si è dimesso dalla presidenza della Compagnia di San Paolo, altrettanto non si può ancora dire per la coalizione di centrodestra, anche se comincia a circolare insistentemente l’ipotesi Guido Crosetto.
A.Bes.

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