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Piazza Bengasi, che succede al cantiere?

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E’ fermo da agosto. E’ in attesa di rifinanziamenti. O meglio, di una ditta che ne completi il lavoro. Parliamo del cantiere per la fermata di metropolitana di Piazza Bengasi, al centro di una vera e propria querelle, che sembra finalmente avere trovato uno sbocco.

Qualche settimana fa infatti sono stati sbloccati 28 milioni dal Ministero, dedicati a Torino e alle sue opere di urbanistica e trasporti. Nel frattempo la concessionaria del progetto, InfraTo sta trattando con le aziende escluse all’epoca della gara per trovarne una disposta a subentrare a Seli e CoopSette, nel frattempo fallite.

Il fatto è che i lavori, secondo progetto, dovrebbero essere ultimati a inizio 2016. Data che a quanto pare sembra difficile da rispettare, dato che non si sa ancora chi, in buona sostanza, dovrebbe occuparsi di questi lavori. Edilmaco e Cogefa sono le due ditte che sono arrivate dietro CoopSette nella gara d’appalto, ma il punto è convincerle a sobbarcarsi un lavoro da 60 milioni di euro. Non poco, sebbene qualche milione sia appena arrivato da Roma.

Lavori in corso

“I lavori della tratta “Lingotto-Bengasi” della Metropolitana di Torino sono stati sospesi a partire dal 7 Agosto 2013 a causa della rescissione del contratto in essere con l’ATI “Seli-Coopsette”. Il contratto è stato rescisso a seguito della manifestata impossibilità di rispettare le tempistiche contrattuali e della delicata situazione finanziaria che da mesi stanno attraversando le imprese”, spiega InfraTo, che continua: “A seguito della rescissione del contratto, Infra.To ha avviato tutte le procedure di legge per garantire una rapida assegnazione dello stesso ad un’altra impresa.

Tali procedure prevedono che la stazione appaltante (Infra.To) convochi una ad una, tutte le ditte che hanno partecipato alla gara, secondo l’ordine di classificazione, scorrendo dal secondo al quinto partecipante. Le imprese, qualora siano interessate a subentrare alla ditta vincitrice dell’appalto, devono accettare le condizioni tecnico ed economiche a cui è stata aggiudicate la gara.

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Qualora non si manifestassero le condizioni per il subentro, la stazione appaltante dovrà ripetere una nuova gara di appalto. La seconda impresa classificata, la ditta Ghella, dopo un primo assenso per verificare le condizioni del subentro alle ditte uscenti, a seguito di ulteriori verifiche e approfondimenti contrattuali ha manifestato la propria indisponibilità al subentro. Il 22 Ottobre Infra.To ha avviato i contatti, come previsto da legge, con la terza classificata, l’ATI “Edilmaco-C.C.C.”, per verificare se sussistono le condizioni economiche e contrattuali per subentrare alle ditte uscenti e riprendere i lavori della Metropolitana. Tale soluzione consentirebbe  un contenimento dei ritardi (ad oggi si stimano circa 8 mesi di ritardo) e, di conseguenza, dei disagi dei lavori per residenti e commercianti.”

Cosa succede adesso? Succede che queste risposte devono arrivare e devono essere definitive: altrimenti sarà necessario aprire una nuova gara d’appalto, con inevitabili conseguenze sui tempi di consegna della stazione.

A.Bes.

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