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I quartieri della città di Torino: 23 volte torinesi

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In tutte le città non c’è mai un solo centro, un’unica origine. Esiste un senso di appartenenza in più, che va oltre la città, e si radica nella zona, nel rione, nel borgo o borgata, nella contrada di un tempo, ne i quartieri di oggi.

A Torino si contano 23 i quartieri, tutti con le loro radici storiche e il loro senso di appartenenza, alcuni con qualche fiore all’occhiello, altri un po’ meno rinomati.

Si può partire dal quartiere più piccolo e più antico della città, Cit Turin, il primo che si sviluppò fuori dalle mura della Torino medievale.

Prestigioso, è zona di edifici imponenti, dalla Casa della Vittoria, disegnata dall’architetto Gussoni, al Palazzo di Giustizia. Insieme a San Paolo, Cenisia e Pozzo Strada, Cit Turin fa parte della Terza circoscrizione di Torino. Tra questi, San Paolo è un quartiere moderno, riqualificato negli anni novanta con la riconversione della zona da ex industriale a residenziale, come avvenuto per il Rione Lancia, un tempo sede dei grandi stabilimenti industriali della Lancia, oggi popolato di uffici e appartamenti.

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Un simile destino di riqualificazione post-industriale è stato riservato anche al vicino quartiere Cenisia, da tutti però conosciuto per altre emozioni.

Il suo nome è collegato alla squadra di calcio, la terza di Torino, che da sempre è parte integrante della vita del quartiere, fin dal fascismo, quando rappresentava un prezioso diversivo alle severe restrizioni del Regime. Arrivata fino alla C2, oggi si destreggia in Promozione e porta l’orgoglio di aver visto giocare tra le sue fila giocatori che hanno indossato le maglie della Nazionale.

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Se restiamo vicino al centro, dobbiamo passare per i quartieri di San Salvario e Crocetta. Se il primo è conosciuto per essere multietnico, il secondo è uno dei quartieri residenziali di maggior prestigio della città. San Salvario, oltre ad ospitare il bel Castello del Valentino, offre alla città una sinagoga, un tempio valdese, una moschea e quattro chiese cattoliche.

Insomma, un po’ per tutti i gusti e per non scontentare nessuno.

La zona di Crocetta, invece, ruota intorno alla Chiesa Beata Vergine delle Grazie, e deve il suo nome al modo in cui tutti hanno sempre chiamato la Chiesa, “crocetta”, per la sua piccola croce frontale e, soprattutto, per brevità. In realtà, questo quartiere andrebbe separato dalla zona di borgo San Secondo, perché socialmente e storicamente diversi.

San Secondo è una zona nata interamente per la stazione di Porta Nuova, prima quasi inesistente.

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C’è poi Aurora, che prende il nome da Casa Aurora, una cascina posta al centro del quartiere e ridisegnata dall’architetto Aldo Rossi, quartiere popolare che oggi vede in cantiere diversi progetti per la sua riqualificazione.

Confinante ad Aurora, troviamo Vanchiglia, altro quartiere popolare, che nasconde qualche curiosità. Oltre alla sua “fetta di polenta”, l’edificio bizzarro in corso San Maurizio che deve il suo nome alla forma e soprattutto al colore, il quartiere ospiterebbe la casa di una donna a cui si ispirò De Amicis per il personaggio della maestrina di Cuore.

Ma non solo, sempre di qui sarebbe passata anche una Coco Chanel alle prime armi, venuta per osservare alcune tecniche di tessitura da portare in Francia.

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I quartieri della città di Torino: 23 volte torinesi
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Spostandoci verso nord si raggiungono altri quartieri. San Donato, dove ha vissuto Luciana Littizzetto per molti anni e dove troviamo la chiesa di Santa Zita, con il campanile più alto della città;.

Parella, tranquillo quartiere residenziale, un tempo prettamente agricolo popolato da molte cascine; le Vallette, che porta il vanto del quartiere più verde di Torino, oltre che quello di ospitare il nuovissimo Juventus Stadium; Borgata Vittoria, teatro della battaglia d’assedio finale del 1706 contro le truppe franco-spagnole, e che oggi ospita le tre torri da 70 metri del Villaggio Media, costruito in occasione di Torino 2006; Madonna di Campagna, che nella sua Chiesa del Santo Volto rappresenta la nuova sede della Curia di Torino; la Falchera, Regio Parco Barca, famoso per la sua storica fabbrica di manifattura del tabacco,  e infine Barriera di Milano e Madonna del Pilone.

I quartieri della città di Torino: 23 volte torinesi
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Se andiamo a Sud, invece, entriamo nelle zone di Mirafiori, Sud e Nord, Lingotto e Nizza Millefonti.

La zona Mirafiori è famosa in primis per l’impianto industriale della Fiat, che la rese in passato una delle zone più popolose, ma nel quartiere più a Sud si trova anche il “Mausoleo della Bela Rosin”, copia esatta del pantheon romano, è la tomba di famiglia voluta dai figli della donna di cui porta il nome, la moglie morganatica del primo Re d’Italia, nonché contessa di Mirafiori e Fontanafredda.

I quartieri della città di Torino: 23 volte torinesi
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Lingotto e Nizza Millefonti appartengono alla stessa circoscrizione e ospitano quello che un tempo fu il principale stabilimento di produzione della Fiat, e che oggi rappresenta uno dei maggiori centri multifunzionali d’Europa, il complesso del Lingotto.

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Tra le tante cose, lo stabilimento dal 2002 ospita anche la pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, disegnata da Renzo Piano, scrigno di prestigiose opere d’arte appartenenti alla loro collezione personale.

Giulia Masoero Regis

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