Home Cronaca di Torino Circolo dei Lettori: cosa ti ruba la guerra?

Circolo dei Lettori: cosa ti ruba la guerra?

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Tutti loro hanno perso qualcosa. Personaggi come Erdem Gunduz o Gyles Duley hanno perso molto, chiunque abbia conosciuto la guerra ci è passato.

Ti può sottrarre qualcosa di fisico come spirituale. A Giles Duley, ad esempio, sono stati strappati i due arti inferiori ed uno superiore. Ma alla guerra non interessa quello, a lei basta possedere per sempre una parte del tuo essere.

E purtroppo o per fortuna, solo in quel momento, quando vieni toccato nella carne e nello spirito, allora puoi dire di aver saggiato la guerra.

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Non è facile, per chi l’ha vissuto esporre certi argomenti, ancora più difficile è trovare il luogo e le persone adatte ad ascoltare una lezione così dura. Trovare quelle persone che hanno la sensibilità di sentire il dolore senza vederlo, e in alcuni casi di vederlo perfettamente.

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Proprio per questo si è optato per dar voce al giornalista francese Giles Duley e al ballerino turco Erdem Gunduz all’interno del Circolo dei lettori, non un luogo di scevro da emozioni, ma un convitto pregno di individui che conoscono la profondità di certi argomenti e che la sanno rispettare.

Entrambi gli uomini porteranno le proprie storie viste dai loro occhi per rendere testimonianze vere e senza mezzi termini, ma con un appunto insindacabile, l’essere neutre e sincere.

Erdem Gunduz, il ballerino e coreografo turco, lui che non sembra aver perso nulla di visibile, ha in realtà scelto in segno di protesta di dimenticare la parola. Ed è rimasto per ore in piazza Taksim in piedi a fissare la statua di Atatürk durante le manifestazioni del 2013 rivolte contro il governo guidato dal primo ministro Recep Tayyip Erdoğan. L’obiettivo erano le leggi bavaglio che vietavano la libertà di stampa, di parola di internet e di molto altro, datate 2011.

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Erdem Gunduz presiederà anche l’incontro “Standing Man” giovedì 6 febbraio alle 18 al Circolo dei lettori con il supporto della giornalista e corrispondente de “La Stampa” Francesca Paci, esperta di territori islamici e con alle spalle diversi saggi pubblicati per Laterza e Marsilio.

Per quanto riguarda Giles Duley invece, sono state dedicate due giornate alla sua presenza.

Nella giornata del 5 febbraio alle 21, durante l’incontro “Walking Wounded”, verrà proposto il documentario girato in Afghanistan della giornata che portò il fotografo alla perdita di tre arti. Questo per far capire a chiare lettere cosa significa la parola guerra.

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Il 6 febbraio invece, sempre alle 21 durante “No War”, Giles affronterà il capitolo guerra attraverso drammatiche storie di vite vissute, ma anche attraverso storie di persone che sono riuscite a rinascere, riconquistando o forse no quella parte a loro tolta per colpa del lato cattivo della vita.

All’incontro saranno presenti anche diversi giornalisti di spicco; Pietro Veronesi, una cattedra all’Università La Sapienza di Roma e diverse pubblicazioni; Paola Cariddi, profonda conoscitrice del Medio Oriente, co-fondatrice dell’agenzia di giornalisti indipendenti “Lettera 22” e curatrice del blog “invisiblearabs.com”; Enrico Bossan, direttore della rivista “Colors” (già accennato qui) e vincitore, nel ’87 per la fotografia professionale, del premio Kodak.

Damiano Grilli

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