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La Juve ricomincia a fare la Juve

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La Juve ricomincia a fare la Juve
La Juve ricomincia a fare la Juve
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Ovvero: ricomincia da tre. Dopo i due stop dell’Olimpico, uno più doloroso (se tale si può definire la sconfitta e l’eliminazione in Coppa Italia) e uno assolutamente indolore, il pareggio contro la Lazio, i bianconeri ricominciano da quello che sono capaci a fare meglio.

Vincere.

Anzi, no: vincere in casa segnando almeno 3 reti a tutte le squadre che vengono a torino con velleità di risultato. Diciamolo chiaro: la pochezza tecnica e contenutistica dell’Inter ha fatto si che il Derby D’Italia mantenesse un fascino legato più alla storia che alla realtà dei fatti. E se negli anni bui la Juve, almeno contro l’Inter, spesso sfoderava grandi prestazioni, perchè la sfida coi “nemici” di Calciopoli era motivo quasi di vita o di morte, così non si può certo dire della figura fatta dagli uomini di Mazzarri ieri sera. Altro che Stramaccioni, verrebbe da dire, e non è un caso che lo scorso anno proprio l’Inter espugnò lo Juventus Stadium e che, a questo punto della stagione, Stramaccioni aveva fatto più punti del suo successore.

L’Inter è una compagine che desta profonda malinconia. Non si intravede gioco, voglia, carattere. E i campioni, quei due o tre che ci sono, si stanno perdendo in un triste marasma: ne sia prova l’evanescente partita di Palacio ieri sera, autore di errori gravi, quando – incredibile a dirsi – la partita avrebbe potuto anche riaprirsi.

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Già, perchè a essere puntigliosi è di nuovo uscita, anche ieri, quell’abitudine dei bianconeri a “mollare” un pò, facendo rientrare in partita chiunque (o facendosi eliminare, per simili motivi, da Champions League e Coppa Italia). I bianconeri, forti di un Vidal immenso, di un Lichtsteiner ritrovato e di un Pirlo ieri rientrato su livelli se non suoi, quantomeno molto vicini, quando hanno deciso che la partita andava chiusa lo hanno semplicemente fatto, senza che l’Inter potesse anche solo sognare di fermarli. Ma poi si sono messi in stand by, permettendo a Rolando di accorciare le distanze e facendo trascorrere qualche attimo (niente di più, eh) ai caldissimi tifosi ieri allo Juventus Stadium.

Continuiamo a mettere l’accento su questo: d’altronde, è l’unico difetto della Juve-capolavoro di Antonio Conte. E forse è anche uno dei pochi aspetti interessanti di questo campionato che un padrone ce l’ha, eccome.

Marco Gallo



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