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Eugenio Finardi: dopo la scoperta di Torino un nuovo album, Fibrillante

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Venerdì 31 gennaio alle 21 farà capolino al Circolo dei lettori, per un rivisitazione di alcuni testi sacri della musica italiana, il noto cantautore Eugenio Finardi.

Ai pochissimi e magari più giovani che non conoscono “Le ragazze di Osaka” o “La forza dell’amore”, basti pensare allo spot Fiat di poco tempo fa dove le parole “oh extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia” accompagnavano alcune Punto Evo tra i deserti.

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Il milanese, con più di 40 anni di musica alle spalle, ha potuto crescere nel campo della musica facendosi formare e plasmare dalla musica stessa, seguendo gli stili che più si confacevano alle sue sonorità.

Rock, pop, musica da camera o blues, non importa quale armonia debba toccare, l’importante per lui è esprimersi. È stata però la sua anima blues a farlo in un certo senso rinascere dopo che alla fine degli anni Novanta aveva deciso di smettere con i dischi di cantautorato: “pensavo fosse ormai inutile continuare a cantare, mi sembrava che la spinta iniziale si fosse esaurita e il ruolo del Finardi mi stava stretto. Mi sentivo prigioniero di un’immagine che io stesso avevo contribuito a creare”, raccontava a la Repubblica.

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Grazie al blues Finardi ha potuto spaziare scevro dalle catene del mercato, dai tempi di pubblicazione o televisivi e gli ha anche permesso di collaborare con grandi artisti. Così se oggi ha intenzione di buttarsi tra le note di Vladimir Vysotsky, domani può dedicarsi a qualcosa di nettamente più energico come il rock.

In tutto questo comunque si può ben affermare che il ritrovamento del suo Io musicale è stato anche merito della nuova location che con Max Casacci, fondatore dei Subsonica, gli ha regalato nuovo respiro: la città della Mole, Torino.

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Ecco le parole del Finardi poeta in un’intervista di OUTsiders durante i festeggiamenti dei 25 anni di attività dell’Hiroshima, noto locale torinese: “io sono un milanese, ma attualmente non c’è storia: Torino è una bella realtà, con una storia radiosa. Ho girato un po’ la città e soprattutto il centro con Max Casacci, un torinese doc, e per quello che ho visto e sentito direi che in questo momento Torino rappresenta la capitale della musica italiana. C’è un clima culturale, una vita che ormai a Milano non sento più: il centro del capoluogo lombardo è qualcosa di inquietante, conseguenza di una speculazione edilizia e finanziaria che ha confuso il tutto con il niente. Una volta c’era il Rolling Stone, stasera mi sento a casa qui all’Hiroshima”.

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Venerdì sera alle ore 21, invece, Finardi si sentirà a casa al Circolo dei Lettori, dove presenterà il nuovo album di inediti “Fibrillante” e racconterà il suo ultimo acclamatissimo tour “Nuovo Umanesimo. Con lui in via Bogino 9, il giornalista Gabriele Ferraris ed il musicista Giovanni Maggiore.

Damiano Grilli

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