Home Arte La Wunderkammer della GAM: il luogo dove i nostri occhi hanno accesso...

La Wunderkammer della GAM: il luogo dove i nostri occhi hanno accesso alle meraviglie.

2
SHARE

Per prima cosa, a scanso di equivoci, occorre spiegare il titolo: Wunderkammer per chi non mastica il tedesco – giustamente- significa semplicemente “camera delle meraviglie” ed erano luoghi in cui i collezionisti tra il XVI e il XVII secolo raccoglievano oggetti meravigliosi per le loro qualità intrinseche ed estrinseche.

Insomma delle stanze contenenti meravigliosi opere, oggetti artistici e strabilianti per il gusto dell’epoca.
Il gusto, pur cambiando nel corso dei secoli, per la raccolta ha accompagnato secoli e non era rivolto solo a opere d’arte in ogni inclinazione, ma anche oggetti strabilianti per il gusto dei ricchi collezionisti di stupire i pochi fortunati che avevano accesso alle meraviglie.

Calandra_Aratro_2_20130204093011.__497_171

Dato il romanticismo dell’espressione e la quantità di oggetti preziosi – che oggi si trovano non solo nei meandri nascosti delle case dei collezionisti ma anche in quello dei musei e gallerie aperte al pubblico – la GAM di Torino nel corso del 2013 aveva già avviato un processo di apertura al pubblico di un luogo meraviglioso (La seduzione del disegno: alla GAM la scoperta della bellezza artistica).

Da giovedì 30 gennaio – inaugurazione mercoledì 29 gennaio alle ore 18.30 – apre la nuova Wunderkammer della Gam: il progetto degli ultimi 5 anni che prevedeva la presentazione al pubblico di preziosi nuclei del patrimonio grafico della Galleria torinese all’interno del Gabinetto dei disegni e delle stampe (vedi La seduzione del disegno: alla GAM la scoperta della bellezza artistica) si sposta in uno spazio nuovo, più ampio e più accessibile ai visitatori.

Si parte con una mostra degli acquerelli e oli di Filippo De Pisis, parte del lascito di Alberto Rossi del 1956 a testimonianza dei rapporti e contatti intensi tra il critico lombarto – Rossi appunto – e l’artista.

Correlato:  Piatto ricco... alla Fondazione Accorsi Ometto: Quadrone e Van Loo in mostra fino all’11 gennaio 2015.

L’esposizione è curata da Luigi Ficacci, sovrintendente delle Belle Arti di Bologna.

Per informazioni: I De Pisis di Alberto Rossi: Una collezione segreta – Nuova Wunderkammer

 

Giulia Copersito

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here