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Quotidianità in terracotta: Santo Alligo alla Galleria Terre d’Arte

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Quotidianità in terracotta: Santo Alligo alla Galleria Terre d’Arte
Quotidianità in terracotta: Santo Alligo alla Galleria Terre d’Arte
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Entrando nell’intimo ed ospitale spazio della Galleria Terre d’Arte ho subito ritrovato alcuni oggetti cui sono da molto tempo affezionato: ad esempio un paio di guanti neri in pelle (li avevo qualche anno fa, poi li ho mandati in pensione), una polo verde della Lacoste (anche questa un classicone del mio guardaroba, è lì in un cassetto sempre pronta a fare il suo dovere), una copia della Stampa, uno Swatch, una vecchia e consumata Sperry. E via dicendo…

 

SANTO ALLIGO_TERRE COTTE-GALLERIA TERRE D'ARTE
Concentrato in uno spazio unico c’è un piccolo mondo quotidiano, a misura d’uomo, formato da oggetti amati e vissuti posti l’uno accanto all’altro, così da farli dialogare e creare una storia…

Omaggio a Quasimodo, terracotta dipinta, plexiglass, legno, cm 34x23x24

È la storia di un artista, di un pittore, di uno scultore, di un illustratore (lavora per anni nello Studio Armando Testa: avete presente l’ippopotamo azzurro della Lines?): Santo Alligo, classe 1948, torinese d’adozione. E questo storia Alligo la propone allo spettatore rendendo eterni gli oggetti che ama e che l’artista ha scelto come indizi che ci raccontano qualcosa di lui.

Sono oggetti concreti, disponibili, che si presentano a noi che li osserviamo quasi come se volessero essere utilizzati, compiere nuovamente le azioni per le quali erano stati, a loro tempo, creati.

E verrebbe quasi da utilizzarli, se non fosse che sono realizzati in terracotta, se non fosse che la loro funzione, lo scopo per il quale sono stati creati, è quello di essere posti su una mensola per fare bella figura di sé in un appartamento ed essere un ricordo indelebile della propria quotidianità e di quella dell’artista.

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Attesa, terracotta dipinta, plexiglass35x40x20 cm

È un mondo, quello che ci presenta Alligo, fatto non solo degli oggetti, ma anche delle persone con le quali quotidianamente è in contatto: si tratta dei suoi cari, colti in momenti di riflessione, di austera ed al tempo stesso intima serenità.

Lo sguardo dell’artista si rivolge ad una sfera intimista che lui stesso decide di mettere a nudo in maniera diretta, non filtrata da operazioni concettuali o da simbologie astruse: la scultura-oggetto è presentata nella sua fisicità, nel suo essere quasi più reale e materica dell’oggetto ‘in carne ed ossa’, si presenta senza filtri all’occhio dell’osservatore.

Non manca però una nota ironica e scherzosa, che traspare in alcune opere esposte per poi palesarsi nella simpatica Facciasciutta che ci guarda sorridente invogliandoci a metterci sopra un po’ di sugo e mangiarla ( se non fosse che la terracotta risulterebbe alquanto indigesta).

La stessa nota non manca nel proprio autoritratto, nel quale l’alterego scultoreo di Alligo si affaccia da un buco alla visione di ciò che gli sta intorno, meravigliandosi della poesia e della magia del mondo quotidiano da lui stesso innalzato al rango di Arte.

Santo Alligo/ Terrecotte

16 gennaio – 13 febbraio 2014

Galleria Terre d’Arte

Via Maria Vittoria 20/A

Catalogo con testi di Vittorio Sgarbi, Marco Vallora e Adriano Olivieri

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Emanuele Bussolino

 

 



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