Home Cronaca di Torino Marchionne, la nuova sede scontenterà tutti. A partire da Detroit

Marchionne, la nuova sede scontenterà tutti. A partire da Detroit

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Mancano sei giorno al momento in cui Sergio Marchionne comunicherà il nome scelto per il nuovo colosso dell’automobile nato dall’acquisizione di Chrysler da parte del gruppo Fiat, ma quel giorno (Marchionne ha indicato il 29 gennaio come data) è atteso anche per un altro annuncio: dove sarà la nuova sede.

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Sono tante le ipotesi e, molto probabilmente, ognuna di queste scontenterà qualcuno. Come abbiamo sentito dalla viva voce del direttore dell’Unione Industriale di Torino, Giuseppe Gherzi, la nostra città spinge perchè l’azienda rimanga in Piemonte, a causa dell’importanza che riveste per il settore manufatturiera e per l’indotto; dall’altra parte dell’oceano Atlantico, invece, la richiesta punta su Detroit, sede storica della Chrysler e città dell’auto per eccellenza.

Marchionne probabilmente opterà per New York, a causa della vicinanza con la borsa e dell’immediata disponibilità di grandi finanziatori, ma ha anticipato nei giorni scorsi che “parlare ancora di ‘quartier generale’ è un concetto anacronistico, considerato il modo in cui operano le multinazionali di oggigiorno”.

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Gli ha risposto piccato Daniel Howes, editorialista del Detroit News, quindi evidentemente parte in causa nella faccenda. Howe, in un lungo articolo spiega come la questione della sede sia molto più importante di come la dipinge Marchionne, per una questione non solo di prestigio cittadino, ma anche industriale:

Il CEO (Chief Executive Officer, l’equivalente del nostro amministratore delegato) sbaglia. Il discorso “quartier generale” importa eccome. Importa in termini di lustro e di vanto, ma non solo, perchè il capitale umano e finanziario va laddove è desiderato (e si ferma poi dove vuole lui), ma se in una città avviene una concentrazione di talento, abilità manageriali ed esperienza questo può certamente può aiutare una comunità a risollevarsi.

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Il riferimento è ovviamente legato a Detroit, una volta “Motor City” più importante di tutta l’America e del mondo intero, caduta in una spirale di degrado economico e sociale con la crisi delle grandi case automobilistiche.
Lo stesso governatore dello stato del Michigan ha rassicurato i suoi concittadini, affermando di aver “affrontato l’argomento con il manager italiano” e dichiarandosi fiducioso che la Chrysler, brand di cui tutto lo stato va fiero, “avrà un luminoso futuro in Michigan”.

In conclusione, Howes ipotizza che la nuova sede possa essere a New York per sfruttare i capitali di Wall Street, ma lascia ironicamente aperta un’opzione:

Per avere un indizio guardate alla situazione di Fiat Industrial (il ramo che si occupa di autotreni e mezzi per l’agricoltura, ndr). La compagnia è registrata legalmente in Olanda; il quartier generale dell’azienda è in Gran Bretagna; il CEO e l’ufficio finanziario sono a Chicago; il marchio arriva da Racine, nel Wisconsin e i partner di New Holland hanno sede a New Holland, Pennsylvania.

Di sicuro, per usare le parole del giornalista americano, qualsiasi cosa decida Marchionne, a Detroit non passerà inosservata.

Marco Parella

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