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Le Monde: ” Intralciata in Italia, l’arte contemporanea resiste a Torino”

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Le Monde: " Intralciata in Italia, l'arte contemporanea resiste a Torino"
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Esattamente dieci gironi fa, la sezione di cultura del l quotidiano francese Le Monde ha dedicato parole di grande elogio a Torino. L’articolo, scritto da Emmauelle Lequex, si intitola “Mis à mal en Italie, l’art contemporain fait de la résistance à Turin”, ovvero “Intralciata in Italia, l’arte contemporanea resiste a Torino”. Tema della breve inchiesta sono, infatti, le iniziative che Torino ha indetto negli ultimi decenni in favore dell’arte contemporanea; secondo la Lequex, “Seule Turin la prolétaire a fait de sa politique culturelle l’axe majeur de son identité nouvelle” (solo la proletaria Torino ha fatto della sua politica culturale l’asse portante della sua nuova identità).

Le Monde: " Intralciata in Italia, l'arte contemporanea resiste a Torino"
Le Monde: ” Intralciata in Italia, l’arte contemporanea resiste a Torino”

Torino, quindi, è considerata Oltralpe la capitale italiana dell’arte contemporanea, quell’arte contemporanea che Berlusconi (sempre secondo Le Monde) è riuscito a mettere in ginocchio nella penisola. Merito della città sabauda è quello di aver reagito con rapidità al declino degli stabilimenti Fiat e del suo ruolo industriale, per reinventarsi come città d’arte e di innovazione. Piccola stoccata per Milano, visto che “…se si esclude l’Hangar bicocca, la città del design fa quasi vergognare i suoi abitanti…”. La stampa francese ha indagato a fondo nel mondo dell’arte contemporanea torinese: non si parla solo del Museo di Rivoli e della Gam, ma anche delle Luci d’artista e di eventi come Artissima e One Torino, conclusasi lo scorso 12 gennaio.   Le Monde: " Intralciata in Italia, l'arte contemporanea resiste a Torino"

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La conclusione del pezzo, Le Monde la dedica al PAV, il Parco Arte Vivente di Via Giordano Bruno. Aperto nel 2008 da Piero Gilardi, nell’ultimo anno ha accolto 70mila visitatori, oltre il 300% in più rispetto all’anno dell’apertura, quando a visitare il parco furono solo in 20mila. Per il prossimo anno, sono già 8mila le prenotazioni arrivate dalle scuole.

Ma il Comune rischia di darsi la zappa sui piedi e di rendere vane le parole di Le Monde. I fondi per provenienti dalla Fondazione Torino Musei sono stati ridotti drasticamente e il museo rischia di chiudere, proprio a pochi mesi, ormai , dall’Expo 2015, che parlerà di alimentazione (uno dei temi di cui tratta il museo a cielo aperto). Tra le soluzioni prospettate, un’alleanza con il Museo A come Ambiente, altrettanto in difficoltà. Gilardi, poverista e fondatore del museo, lancia una provocazione: «Se dovremo chiudere, porterò il PAV in Francia». Inutile ribadire che il valore del patrimonio museale di Torino non dovrebbe risentire dei tagli, ma essere la base su cui fondare i proprio sviluppo.

Giulia Ongaro



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