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Quando Instagram non c’era, c’erano i fotografi, come Eve Arnold

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Quando Instagram non c’era, c’erano i fotografi, come Eve Arnold
Quando Instagram non c’era, c’erano i fotografi, come Eve Arnold

Continuano gli appuntamenti torinesi con protagonisti i grandi fotografi del secolo passato.

Ora tocca a Eve Arnold.
Nella cornice della Corte Medievale di Palazzo Madama – e non più nella scenografia di Palazzo Reale che ha ospitato le retrospettive precedenti dedicate ad altri maestri, tra cui Bischof – da domani è possibile visitare la mostra di uno dei fotografi più pop del XX secolo, il fotografo di scatti immortali delle celebrities degli anni d’oro.

Fotografa animata dalla curiosità per il mondo, per ogni sfaccettatura della società che ci circonda ha ritratto, come facevano i grandi pittori, scene e personaggi, situazioni e volti che hanno fatto la storia della nostra società nel periodo tra il 1950 e il 1984.

Eve Arnold, nata come Eve Cohen – di chiare origini ebree – nasce il 21 aprile del 1921 Eve Arnold, al secolo Eve Cohen, nasce il 21 aprile 1912 a Philadelphia da emigranti ebrei russi e inizia la carriera fotografica nel 1946 a New York, frequentando la New School for Social Research.

Segue i corsi di Alexey Brodovitch, art director di “Harper’s Bazaar”, che per primo ne intuisce il talento e le commissiona alcuni servizi di moda. Henri Cartier-Bresson si interessa a lei quasi subito e la sua bravura le permette di essere la prima fotografa donna a essere ammessa nel collettivo dell’agenzia Magnum, dapprima come freelance nel 1951, e dal 1957 come membro effettivo.

Sin dall’inizio della carriera entra in contatto con numerose celebrities, da lei chiamate “personalities”, ritraendole in modo inedito.

In questi scatti si alternano immagini ufficiali a fotografie quasi rubate, momenti intimi e quotidiani che ci raccontano di un’epoca in cui le celebrità non erano ancora ossessionate dal controllo della propria immagine, ma si concedevano con generosità ad artisti della statura di Eve Arnold – una sorta di Instagram di classe, dove il selfie era, fortunatamente, un termine sconosciuto.

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Celebri in questo senso gli scatti fatti a Marilyn Monroe, che Eve Arnold segue per oltre un decennio, dal 1950 al 1961, nei vari set cinematografici, arrivando a conquistare l’amicizia dell’attrice, cui dedica ben cinque volumi fotografici.

Accanto ai servizi patinati”- come si legge nella presentazione alla mostra sul sito di Palazzo Madama – “Eve Arnold si dedica con passione alla fotografia sociale e documentaristica, che la porta a visitare i luoghi più remoti del pianeta: fu tra i primi fotografi americani a essere ammessa in Cina negli anni settanta, ottenendo un permesso speciale da Pechino, e documentò la condizione della donna in Afghanistan e nei Paesi arabi attraverso alcuni scatti, presenti in mostra, dedicati all’uso del velo. Accanto al fotogiornalismo, di cui è considerata una pioniera, Eve Arnold si è interessata anche a temi sociali legati al cambiamento dei costumi e delle abitudini nel mondo americano, come si può vedere nella sezione che documenta la sfilata di modelle nere ad Harlem”.

La mostra viene inaugurata oggi, 15 gennaio 2014, ed è possibile visitarla fino al prossimo 27 aprile 2014.
Per uno sguardo alle celebrities di ieri, attraverso l’occhio di una fotografa, lontani dai cinguettii selfie delle personalities di oggi. Con un non so che di vintage.

EVE ARNOLD – Retrospettiva
15 gennaio – 27 aprile 2014
Corte Medievale di Palazzo Madama
Piazza Castello – Torino

Orari: da martedì a sabato dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)
Domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
Chiuso il lunedì

Per info su costi e prenotazioni biglietti: Palazzo Madama di Torino

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Giulia Copersito

                                           

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