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Cannabis legale: impazza il dibattito

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Cannabis legale, impazza il dibattito
Cannabis legale, impazza il dibattito

Mentre in altre parti del mondo (ultimo in ordine cronologico il Colorado) la legalizzazione della cannabis è ormai un fatto compiuto, in Italia il dibattito sulle cosiddette droghe leggere è tornato agli onori della cronaca in questi ultimi giorni, dopo che anche in Parlamento si sono alzate voci a favore della legalizzazione della cannabis; tra i favorevoli, Sel, gran parte del PD e anche un buon numero di esponenti della Lega.

Il dibattito, tanto a livello nazionale quanto locale, si divide su due piani. Il primo è quello che riguarda la legalizzazione dei cannabinoidi a scopo terapeutico, in particolare per quanto riguarda le cosiddette “terapie del dolore”.

La seconda punta alla liberalizzazione della stessa sostanza a scopo ricreativo. Ieri il Comune di Torino ha dato un segnale positivo nei riguardi della liberalizzazione della cannabis. Sono stati approvati infatti due ordini del giorno presentati dal consigliere di Sel Marco Grimaldi e dall’esponente radicale del Partito Democratico Silvio Viale.

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Il consiglio chiede così alla regione di “attivarsi presso il governo per superare l’impianto proibizionistico e dare il via alla legalizzazione della produzione e della distribuzione della cannabis”. In altre parole, il Comune si è espresso favorevolmente rispetto alla liberalizzazione, così come hanno già fatto altre regioni.In Toscana l’uso dei farmaci cannabinoidi è facilitato dal maggio 2012.

La Liguria ha aggiornato la sua legislazione pochi mesi dopo, a luglio del 2012. Ultimo il Veneto, che lo scorso luglio ha dato il via libera all’uso dei cannabinoidi a scopo terapeutico, ma non solo. È stata anche approvata una legge per sperimentare la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di preparati a base di cannabis, ma anche la produzione diretta di marijuana.

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Il Piemonte potrebbe dunque essere la quarta regione italiana ad aprire uno spiraglio all’uso della cannabis. L’ordine del giorno è stato approvato con una maggioranza stretta, 15 voti favorevoli e 13 contrari (tra cui quelli della Lega, il cui movimento nazionale è diviso sul tema). Si sono astenuti il Movimento a 5 Stelle e tre esponenti del PD, tra cui il sindaco Piero Fassino.

Giulia Ongaro

                                           

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