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Juve, Undici e mezzo

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Juve, Undici e mezzo
Juve, Undici e mezzo

Undici vittorie e mezzo scudetto. O undici per cento: undici vittorie e media da 100 punti.

Non resta che dilettarsi in giochi di parole per descrivere il cammino degli uomini di Conte in campionato, dal momento che gli aggettivi, dalla clamorosa debacle di Firenze, lontana mesi (anni luce), sono stati sprecati tutti.

Inarrestabili, invincibili, inarrivabili, immensi. Eccetera.

Anche ieri, a Cagliari, bianconeri appannati per almeno metà del primo tempo (come ha ammesso anche Lichtsteiner intervistato nel dopo partita), sotto grazie al bel gol di Pinilla e al bel gioco dei cagliaritani, autori di un match a tratti tatticamente perfetto. Ma capaci di rimontare subito grazie al bel gol “a costo zero” di Llorente. E nel secondo tempo, come al solito, dilaganti.

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Il fatto, per gli avversari, è uno solo: non dovete far passare avanti la Juve nel punteggio, perchè, semplicemente, correte il serissimo rischio di non rivederli più, se non per le strette di mano a fine partita. La vittoria di ieri porta con sè alcuni messa positivi per Corso Galileo Ferraris, meno per le avversarie. Il ritorno al gol di Marchisio, per esempio: con un tiro da fuori che, complice il portiere rossoblu, ha spaccato in due la partita. E la grande partita di Lichtsteiner, migliore in campo, autore di due assist decisivi e una rete. Migliore in campo, lo svizzero, anche nel post partita: alla domanda “Può la Juve puntare a tutti e tre i trofei in cui concorre?” “Non può, deve: la Juve è fatta per questo”. Chapeau.

E gli avversari? tengono botta, vincono, si affannano ad attribuirsi il trofeo minore di “Antijuve”, celebrano gol seppur splendidi (come quello di Florenzi) come la rete della vita. Ma a Torino ne hanno prese, semplicemente, tre a testa, e in classifica stanno a 8 e 10 punti. Ne riparleremo in caso (in caso) di crisi bianconera.

A proposito di crisi: nelle prossime ore si deciderà il destino di Max Allegri, che ieri ne ha prese quattro a Sassuolo, e che sembra indirizzato all’esonero. Il Milan deve fare i conti con il fatto che, adesso, l’obiettivo concreto in serie A è la salvezza. E deve ringraziare anche Berardi, autore di 4 gol clamorosi. Berardi, mezzo juventino. E il cerchio, ancora una volta, si chiude.

Marco Gallo

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