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La cultura traina il Piemonte

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La cultura traina il Piemonte Torino
La cultura traina il Piemonte Torino

6,4 miliardi di euro. Questa cifra abnorme non è altro che il valore prodotto nel 20212 in Piemonte dalle 33148 aziende che si occupano di cultura. Una cifra che incide in maniera non indifferente sul bilancio regionale, visto che corrisponde al 5,8 % della ricchezza totale prodotta nella nostra regione in un anno.

Questi numeri sono il risultato più importante di un inchiesta intitolata “La cultura che stimiamo. Stimiamo la cultura”, indetta per il secondo anno da Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Compagnia di San Paolo, Finpiemonte S.p.A., e Osservatorio culturale del Piemonte. Con la cultura non si mangia, si dice. Invece la ricerca sembra dimostrare che il Piemonte sa vivere di cultura, eccome, visto che questo settore impiega oltre 121mila persone, il 6% del totale della popolazione attiva. La media italiana è inferiore, attorno al 5,7%.

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In questo censimento, per di più, non sono considerate le associazioni no-profit, che se tenute in considerazione porterebbero il ricavo annuale legato ad attività culturali ad oltre 6,8 miliardi di euro. Motivate, dunque, le parole di entusiasmo di Ferruccio Dardanello, presidente regionale di Unioncamere: «La cultura continua a dimostrarsi un importante driver di sviluppo in Piemonte – ha detto Dardanello – A partire da questi dati, diventa ancora più miope la tendenza a non puntare su un comparto che, adeguatamente inserito nelle proposte turistiche, non può che contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra regione».

I risultati della ricerca devono registrare anche dei segni meno, in parte giustificati: dal 2011 al 2012, per esempio, le visite ai musei piemontesi hanno subito una diminuzione del 24,6%. Percentuale altissima, ma non preoccupante se si pensa che nel 2011 c’era stato un picco di ingressi legato alle celebrazioni di Italia 150.

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Un calo più critico è quello legato ai consumi cinematografici (-12,8%), legato a doppio filo alla crisi economica che obbliga tante famiglie a rinunciare alla fila al botteghino. Al contrario, migliorano le sorti degli spettacoli dal vivo.

Gli incassi, in questo caso, sono aumentati dell’1,7%. Il Direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, Luca dal Pozzolo, mette in guardia sui rischi legati alla situazione economica attuale. «La crisi mette a dura prova la tenuta del sistema nel suo complesso, evidenziando la frammentarietà e i limiti della programmazione delle risorse economiche decrescenti. Diventa sempre più pressante una pianificazione attenta e puntuale degli interventi in cultura per comprendere le complessità emergenti da diversi punti di vista».

Giulia Ongaro

                                           

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