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2013: un anno da strabuzzare gli occhi.

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2013: un anno da strabuzzare gli occhi.
2013: un anno da strabuzzare gli occhi.

Un altro anno volge al termine. E come tradizione – per non essere fuori dal coro – è tempo di bilanci.

Teoricamente si comincia a pensare a cosa si è fatto e cosa no, ciò che si poteva fare diversamente e le soddisfazioni che ci siamo presi e le occasioni che abbiamo perso.

Praticamente si fanno molti – e spesso impossibili – propositi per il nuovo anno, che puntualmente non rispetteremo.

Niente di male. Anzi meglio partire con le migliori aspettative. Come dicono i saggi: meglio puntare al massimo per ottenere il minimo.

Ma in tema di banalità e rimanendo nel girone dei luoghi comuni ovvero di bilanci, il 2013 è stato un altro anno di successi per Torino e la sua vetrina artistica.

Tutto è iniziato esattamente un anno fa quando la città sabauda è stata proclamata la terza città italiana per presenze turistiche durante le festività natalizia entrando di tutto diritto nella lista delle mete d’arte italiche.

Con l’orgoglio nel cuore e gli occhi strabuzzanti di stupore, i torinesi hanno affrontato il 2013 convivendo con turisti, italiani e stranieri, manifestazioni e eventi culturali di rilievo internazionale.

Mostre importanti da quelle alla Reggia di Venaria dedicate a importanti pittori del barocco come Luca Giordano, alle carrozze reali o agli abiti d’alta moda. Passando poi dalla grande vetrina di Palazzo Madama ormai universalmente riconosciuta come ormai la vetrina artistica torinese.

Senza dimenticare l’ormai mitico museo Egizio o il simbolico Museo del Cinema nella simbolica Mole, ormai Torino è riconosciuta come la nuova frontiera del turismo artistico e non solo.
E poi piccole e grandi realtà che si affollano il panorama artistico torinese: gallerie, musica, eventi come Artissima e Paratissima sono il risultato di anni di cultura underground che è sbocciata.

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Emblema di quello che dovrebbe diventare il turismo in Italia, dimostrazione del rilancio di una città – da industriale a artistica – potrebbe diventare esempio per le italiche sorti.
Dalle grandi firme che aprono i loro showroom nell’elegante via Lagrange, agli sportivi che hanno affollato le strade di un agosto particolare e stranamente brulicante, decretano ormai lontane le estati di strade deserte e serrande chiuse.

Non tutto oro è quel che luccica recita un noto proverbio: perché se da una parte tutto questo porta ricchezza, movimento e notorietà, ci sono molti lati oscuri del successo.

Poco lavoro per le menti competenti nel turismo, forse ancora un po’ di provincialismo nell’accogliere masse di genti di tutte le nazionalità che accorrono e un po’ di “imborghesimento” – passatemi il termine- di quello che era lo zoccolo forte della cultura torinese ovvero il rimanere sullo sfondo.

Ma si sa è normale: dopo l’underground, dopo il sottofondo, dopo i suoni del “sotto” quando si diventa famosi, un po’ i conti con il lato commerciale bisogna farli.

Se il risultato è quello che vediamo, allora almeno io, non posso che dire, “meno male”.

Tanto poi lo sappiamo tutti “noi di Torino”, di borghese non avremo mai nulla.

Quindi tanto vale goderci ciò che è visibile agli occhi del mondo ovvero quanto sia bella la nostra città e quanto possa offrire.

Un ultimo spunto – proprio perché vogliamo essere banali fino in fondo: dopo Facebook che propone i post più importanti del 2013 per rivivere le emozioni trascorse, dopo i giornali e televisioni che propinano i momenti più importanti dell’anno passato… provate a dire ciò che vi ha colpito di più dei grandi eventi torinesi del 2013.

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Per creare un diario comune.

E come diceva qualcuno che non c’è più : “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità”.
Ciò che mi auguro è che lo stupore con cui affrontiamo le novità continui. Con uno strabuzzamento di occhi generale. Turisticamente parlando

Buona fine e buon inizio. Anziani docent.

Giulia Copersito

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