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Bicerin: un rituale al cioccolato tutto torinese

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Bicerin: un rituale tutto torinese
Bicerin: un rituale tutto torinese

Si sa: la settimana di Natale è quella più frenetica, non ci si ferma, si mangia, un Bicerin, si saluta, si abbraccia, si corre, si prende qualche multa scendendo dall’auto per accaparrarsi l’ultimo regalo.

Si prenotano gli agnolotti più buoni della città, il panettone artigianale, l’insalata russa e il vitello tonnato. Chi si butta ancora sull’anguilla come un tempo. Chi preferisce il cappone. Ognuno in casa ha le proprie abitudini.

Finito Natale  poi, i pranzi e le cene proseguono sino a raggiungere il capodanno. Come sempre consiglio un momento tutto per voi, per soffermarvi in questa giostra sociale. Un attimo di raccoglimento per sentire qualcosa di spirituale e fare il punto della situazione nel finire dell’anno. Abbiamo realizzato i nostri obbiettivi?

Abbiamo raggiunto quello stato psichico e fisico che ci eravamo prefissati? Ci siamo dedicati più agli altri e siamo diventati sempre più buoni ?

Per fare questo ci vuole un attimo di raccoglimento davanti ad una bevanda calda e storica come il Bicerin. In uno dei bar più storici del centro in quella parte di Torino così raffinata come piazza della Consolata.

Pochi tavolini, poltrone barocche e il ritratto di Cavour alle pareti sancisce il tempo. Fondato nel 1763, entrando qui si fa un salto in quell’epoca ed è tutto è rimasto uguale. Quattro donne a gestire il locale con quel fare sabaudo gentile ma efficiente. Il Bicerin, bevanda storica a base di cioccolato caffè e crema di latte con aggiunta di sciroppo è una tradizione per i torinesi, e per qualcuno è anche diventato un rituale delle feste natalizie.

Un passaggio obbligato quasi scaramantico.

Bicerin: un rituale tutto torinese

Il Bicerin,  significa letteralmente bicchierino, evoluzione della settecentesca “bavareisa“,

Il rituale di questa bevanda prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente. Inizialmente erano previste tre varianti:’pur e fior’(l’odierno cappuccino),’pur e barba’(caffè e cioccolato), ‘ ’n pòc ’d tut’ (ovvero un po’ di tutto), con tutti e tre gli ingredienti miscelati. Ma il bicerin prese il sopravvento in bontà e particolarità. Una curiosità che è rara da leggere è che il tutto veniva accompagnato da dei “bagnati”, dolcezze artigianali di ben 14 specie.

Concedetevi un passaggio in questo luogo magico e incantato dove tirare le conclusioni del vostro anno sarà accompagnato da una vena di dolcezza, un pizzico di amaro e tanta speranza alla crema di latte. Un po’ tornando bambini per poi ripartire con tutta la grinta dell’adultità.

Valeria Saracco

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