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Murazzi, ritorno alla vita

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Il 2014 potrebbe essere l’anno della rinascita per i Murazzi. Sono molti i torinesi che non hanno ancora digerito la chiusura degli spazi sulle banchine del Po, avvenuta ormai un anno fa; a loro, la giunta comunale ha pensato di fare un bel regalo di Natale, approvando finalmente un progetto di restauro che comprende anche la rimessa a nuovo dei Murazzi.

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Il progetto è stato proposto dall’assessore al Bilancio Gianguido Passoni, che si occupa anche degli edifici pubblici. Il Comune ha così stanziato quasi mezzo milione di euro, che andranno distribuiti su vari progetti, tra cui alcuni lavoro di restauro nelle sedi circoscrizionali decentrate. Il punto uno del documento, comunque, sono i Murazzi: il progetto prevede la messa in sicurezza della balaustre tra il Ponte Umberto I e corso San Maurizio,  ovvero proprio il tratto dove una volta si concentravano i locali.
I lavori coinvolgeranno anche le scale e la balconata rivolta verso la collina, che saranno messe a norma. Si tratta indubbiamente di semplici lavori di manutenzione, che sarebbero stati comunque eseguiti prima o dopo. Ma, senza farsi prendere dall’entusiasmo, è vero anche che una notizia del genere fa presagire un futuro recupero dell’area, ad oggi quasi totalmente abbandonata nonostante il suo altissimo potenziale turistico e commerciale.

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In un anno di stop alla movida, sono state moltissime le iniziative che hanno cercato di riportare in vita i locali del Lungo Po, con scarso successo: il Comune, complici anche i problemi legati agli affitti dei locali (gli stessi che hanno portato all’inchiesta in cui è coinvolto l’ex sindaco Sergio Chiamparino), non ha fatto concessioni. Tra le poche eccezioni, la Murazzi Student Zone, che continua a funzionare a pieno regime dalla sua apertura lo scorso maggio. L’esempio di questa sala studio atipica potrebbe essere la chiave per la nuova vita dei murazzi: in questo caso, si tratta di uno spazio utilizzato di giorno come sala studio, e la sera per concerti e altre iniziative legate al divertimento. Proprio questa potrebbe essere la soluzione, ovvero ideare spazi polivalenti, che possano restare aperti a lungo e valorizzare così la zona.

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Giulia Ongaro

                                           



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