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I Ministri che Torino vorrebbe

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I Ministri che Torino vorrebbe
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Venerdì 20 dicembre Hiroshima Mon Amour sold out anche stavolta per i Ministri Federico Dragogna, Davide Autelitano e Michele Esposito, con il componente live F Punto: ultima data del tour Il passato promette bene e ultima soprattutto per F Punto, che lascia il gruppo dopo 4 anni.

La gente affolla l’ingresso e si ammucchia vicino al palco, anche se a suonare per primi sono i Fast Animals and Slow Kids, band perugina che ha aperto tutti i concerti del tour e che fa in fretta ad accattivarsi il pubblico.

Un’attesa fin troppo lunga per tutti i fan separa l’esibizione dell’opening act dall’ingresso sul palco dei Ministri, rigorosamente in giacche stile napoleonico, la loro firma personale: il gruppo viene accolto con un boato e un’ulteriore spinta in avanti della calca. Il concerto parte aggressivo e fa saltare tutti sugli accordi di Il Futuro è una trappola e Tempi bui, e ogni canzone non dà tregua a un pubblico che non vuole tregua, si agita e urla e poga e piange: quando sul palco restano Dragogna con una chitarra acustica e Aurelitano con la sua voce, l’Hiroshima si calma e parte Il Bel Canto

I Ministri che Torino vorrebbe
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. Nel trasporto generale Divi si lancia e fa crowd surfing, sollevato e trasportato da un’onda di mani che gli strappano la maglietta: ognuno ne vuole un pezzo, ma quando l’artista riesce a tornare sul palco è come se l’intermezzo lento non ci fosse mai stato e riparte con un’energia da scarica elettrica con Mammut, Noi fuori, Spingere.

La temuta fine però si avvicina e i Ministri danno il massimo, sembrano non voler mai smettere: dopo Diritto al tetto, applausi per ogni componente, in particolare per F Punto che conclude la sua esperienza con la band. Per un finale coi fiocchi non ci vuole altro che una cover di In Bloom dei Nirvana, un ultimo crowd surfing del cantante dei Fast Animals and Slow Kids; al pubblico a cui non basterebbero tutti i bis del mondo, perché i Ministri rubano l’anima e regalano i live più emozionanti d’Italia.

Arianna Battiston

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