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Gabriele Brucceri/Enrico Minguzzi: due giovani pittori alla Galleria Opere Scelte

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Gabriele Brucceri/Enrico Minguzzi: due giovani pittori alla Galleria Opere Scelte
Gabriele Brucceri/Enrico Minguzzi: due giovani pittori alla Galleria Opere Scelte

In questo periodo si sente sempre più sovente parlare di ritorno alla manualità, alla tradizione, alla ricerca sui materiali. Per altro verso è costante la richiesta di novità e di prodotti innovativi.

A prima vista potrebbero apparire come due spinte contrastanti, che si muovono in direzioni opposte. In realtà la possibilità di lavorare nel solco di una tradizione aggiornandola e rendendola attuale esiste ed è concreta. Un abile artigiano può recuperare una specifica tradizione attraverso la sua reinterpretazione, magari grazie alla creatività di un designer, e la sua attualizzazione, rendendo il prodotto finito adattabile alle esigenze delle nuove tipologie di abitazione ed al gusto della società contemporanea. Allo stesso modo uno chef recupera le ricette ed i prodotti tipici della sua terra facendoli rivivere attraverso nuovi e studiati accostamenti.

Nell’arte l’innovazione ci deve essere, sia chiaro, ma è necessario che essa avvenga anche attraverso il recupero di una tradizione secolare che negli ultimi quarant’anni (se si escludono gli anni Ottanta, ma ci sarebbero delle distinzioni da fare rispetto al periodo attuale) è stata ignorata se non, in alcuni periodi, addirittura disprezzata: quella della pittura.

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Nella doppia personale di Gabriele Brucceri ed Enrico Minguzzi alla Galleria Opere Scelte si può riscontrare la volontà dei due giovani artisti (il primo nato a Vicenza nel 1982, il secondo a Cotignola nel 1981) di utilizzare la pittura e le infinite possibilità che essa può offrire per proporre una visione personale di ciò che li circonda. Entrambi si distaccano dall’integrità visiva canonica offrendo allo spettatore una pluralità di percezioni, che probabilmente può essere intesa come elemento peculiare dell’uomo contemporaneo e della difficoltà che incontra quest’ultimo, in una società sempre più ricca di complessità e nella quale si è forzatamente aggrappati ad un eterno presente) ad interagire con gli altri esseri umani (Brucceri) e con gli oggetti che lo circondano nella quotidianità(Minguzzi). Siamo emotivamente legati ai primi come ai secondi ma non riusciamo a metterli a fuoco, a comprenderli fino in fondo.

Ecco che la pittura, attualizzata, racconta l’uomo moderno, i suoi dubbi e le sue incertezze: da una parte Brucceri, attraverso la smaterializzazione della forma, lascia spazio allo scorrere del tempo, ai sogni e alle emozioni. Le immagini, che vengono distorte, scomposte e alterate, restano però inequivocabilmente riconoscibili grazie alla sublimazione della loro peculiarità, dall’altra Minguzzi riporta i suoi angoli di quotidiano, solitamente oggetti comuni trasposti in preziosi amuleti, a un vigoroso dinamismo grazie a squarci di luce, segmentazione dello spazio e tinte audaci (dal comunicato stampa della mostra).

Enrico-Minguzzi

In entrambi i protagonisti dell’esposizione fondamentali sono gli accostamenti tonali e le trasparenze, e la ricerca di una pittura estremamente realistica e dettagliata che, perdendosi in una composizione astratta, rende complessa la comprensione, da parte dello spettatore, dei soggetti raffigurati.

La convinzione, andando a vedere questa mostra, è che la pittura, se dietro c’è ricerca, qualità tecnica e passione, possa dire ancora molto.

 

Gabriele Brucceri – Enrico Minguzzi

17 dicembre 2013 – 25 gennaio 2014

Galleria Opere Scelte

Via Matteo Pescatore 11/d, Torino

Emanuele Bussolino

                                           

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