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Unitown: anche l’Università di Torino aderisce

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Unitown: anche l'Università di Torino aderisce
Unitown: anche l'Università di Torino aderisce

La città di Torino ha aderito da questo mese a Unitown, la nuova rete europea delle città universitarie lanciata all’inizio di questo Anno Accademico da un altro importante città universitaria italiana,

Ferrara. L’adesione è stata approvata dalla Giunta comunale dopo la proposta di Mariagrazia Pellerino, assessore alle politiche educative. Torino può far parte a pieno diritto di questa rete a sfondo internazionale: fanno parte del mondo universitario circa il 10% degli abitanti della città, 100mila persona tra studenti, professori, visiting professori e ricercatori.

Unitown: anche l'Università di Torino aderisce
Unitown: anche l’Università di Torino aderisce

 

Questa città nella città si distribuisce tra i due atenei cittadini, Politecnico ed università degli Studi, a cui si affiancano le istituzioni di alta formazione. Oltre a Torino e, ovviamente, Ferrara, hanno aderito alla rete una decina di sindaci provenienti da vari paesi Europei, anche quelli che solo da poco si affacciano alla cooperazione internazionale.

Per esempio Cracovia e Katowice (in Polonia), Braga (in Portogallo), ma anche la slovena Capodistria, la lituana Kaunas e l’estone Tartu, passando per Giessen e Regensburg, in Germania. A inizio ottobre il rettore dell’Università degli Studi di Torino Gianmaria Ajani ha partecipato insieme all’assessore Pellerino alla conferenza di fondazione della rete Unitown, che si è tenuta a Ferrara.

Unitown: anche l'Università di Torino aderisce
Unitown: anche l’Università di Torino aderisce

 

Lo scopo è ovviamente quello di favorire la collaborazione tra le città ad alta densità di universitari, promuovendo lo scambio e la condivisione delle decisioni per quanto riguarda i piani urbanistici, oppure quelli legati all’introduzione dei laureati nel mondo del lavoro. In un secondo momento si potrà dare il via alle collaborazioni tra i vari istituti di ricerca.

Tutte le città che fanno parte di questa rete sono di discreta dimensione, ma mai grosse metropoli: proprio da questi centri si vuole partire per avviare in tutta Europa politiche positive in favore della crescita universitaria e dell’aggregazione culturale.

 

Giulia Ongaro

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