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Raffaello in “da house”: un capolavoro in regalo a Torino

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Raffaello in “da house”: un capolavoro in regalo a Torino
Raffaello in “da house”: un capolavoro in regalo a Torino

Natale, tempo di regali, pensierini, bigliettini, parole di amore, bene e pace.

Un Natale 2013 particolare. Una vigilia nervosa con settimane che dovrebbero essere dedicate alla corsa al regalo utile o futile, costoso o economico ma che finora almeno è stata scandita maggiormente da manifestazioni, proteste e molte molte urla.
Saracinesche abbassate vincono sui pacchetti regalo, urla che cancellano i canti allegri e festosi, i falò accesi alle rotonde occupate che offuscano lo splendore delle lucine sugli alberi di Natale.

Non è il caso di essere polemici, né è tanto meno necessario scendere in banali e facili giudizi populisti. Certo la vita nelle ultime settimane non è stata facile.

Ma se, inutile negare, le festività 2013 saranno ricordate come particolarmente austere e difficili, c’è un modo forse per renderlo più luminoso.

Con questo annuncio sulla pagina ufficiale di Palazzo Madama molto gggiovane – post ufficiale “Arriva il 20 dicembre e sarà con noi fino a Febbraio. Tra poco…Raffaello in da house!” – è iniziato il conto alla rovescia per un ospite molto atteso.

Dal 21 dicembre, il quadro di Raffaello la “Sacra Famiglia con San Giuseppe senza barba” di proprietà dell’Hermitage di San Pietroburgo sarà custodito per qualche mese – fino a febbraio – in uno dei musei più belli, centrali e attivi di Torino.

Torino_-_Palazzo_Madama

Il capolavoro del Rinascimento italiano, nelle collezioni russe dal 1771, torna in patria.
Famoso per l’inconsueta iconografia di Giuseppe e per il taglio prospettico, il quadro si colloca nella fase più creativa e vivace del maestro italiano del Cinquecento.

Contemporaneamente il museo di San Pietroburgo espone un capolavoro del museo torinese ovvero Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, nel rispetto di un’ampia e fruttuosa collaborazione di scambi delle istituzioni museali.

E’ possibile vedere il quadro e la mostra correlata con il biglietto d’ingresso del museo.

Che il Natale dei torinesi rimarrà lo stesso triste e grigio è probabile ma un evento come questo ridà speranza.
Speranza che dovrebbe essere la parola d’ordine di una delle feste più importanti della cristianità – termine che spesso, fedeli e no, dimenticano.
E nonostante tutto, le cose belle come un quadro possono aiutare a ritrovare un sorriso al posto della rabbia, un po’ di silenzio dopo aver lasciato tanto spazio alle urla.

La pace che si ritrova guardando qualcosa di bello cancella per qualche attimo le preoccupazioni dell’animo. Ed è questo che deve fare l’arte: rasserenare, stupire e urlare “bellezza”.

Io lo auguro a tutti voi, e lo auguro a tutti noi.
Che la serenità che questo Natale deve darci passi anche da un capolavoro che appartiene a tutti noi.
Cosa c’è di più democratico?

Per informazioni:

Raffaello a Palazzo Madama

Giulia Copersito

                                           

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