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Corrado e Paola, torinesi bloccati in Congo

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Corrado e Paola, torinesi bloccati in Congo
Corrado e Paola, torinesi bloccati in Congo
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C’è anche una famiglia della provincia torinese tra quelle coinvolte nel caso delle adozioni internazionali bloccate tra Italia e Congo.

Corrado e Paola Nota sono partiti da Airasca alla volta di Kinshasha, dove avrebbero dovuto finalmente accogliere nella loro famiglia il piccolo Julien 7 anni, adottato con una procedura durata due anni. I Nota hanno già un bambino di 9 anni, anche lui adottato, ma in Italia, e come molte altre coppie hanno deciso di allargare la famiglia aiutando un bambino nato in un Paese lontano.

Con loro, in Congo, altre famiglie che avevano compiuto la stessa, coraggiosa scelta e che avevano ricevuto la comunicazione del buon esito della loro adozione, seguita anche dalla Commissione Adozioni Internazionali, di cui è presidente il ministro per le pari opportunità Cecile Kyenge. Il ministro segue la questione già da tempo: è già dall’inizio dell’autunno, infatti, che le autorità congolesi hanno interrotto le adozioni internazionali, con un espediente molto semplice, ovvero quello di non concede ai bambini già ufficialmente adottati il visto per lasciare il paese. Il ministro si è recato appositamente in Congo dal 4 al 7 novembre, mentre è della settimana scorsa una comunicazione ufficiale della commissione per le Adozioni Internazionali che spiegava come alle famiglie fosse stato sconsigliato di recarsi in Africa.

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L’ambasciatore italiano a Kinshasha ha incontrato le famiglie proprio in questi giorni, raccogliendo la loro delusione per la poca assistenza ricevuta. Nel frattempo, però. Il processo di adozione sta andando avanti: i coniugi Nota, per esempio, hanno incontrato il piccolo Julien, e lui ha fatto amicizia con il loro primogenito, partito con i genitori alla volta di Kinshasha.

La famiglia si trova in Congo dal 18 novembre, ma ora Corrado Nota e suo figlio dovranno rientrare ad Airasca: la scuola continua e Nota deve tornare al lavoro. Sarà sua moglie a restare nel continente africano in attesa di poter accogliere davvero Julien nella loro famiglia. Il caso della famiglia Nota e degli altri italiani coinvolti in questo caso va controcorrente: dal 2007, infatti, il numero di famiglie che ha scelto un’adozione internazionale è calato del 22%. Il Piemonte, poi, non è neppure nella lista delle stesse regioni con più adozioni.

Giulia Ongaro

                                           



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