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74 ore di diretta, Stefano Venneri porta il Piemonte sul libro dei record

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Sono da poco passate le 21, 22 di venerdì 13 dicembre. In studio non si respira quell’aria di fremente attesa come quando l’Italia gioca la finale dei Mondiali, anzi, nell’aria c’è spensieratezza, si sentono battute scanzonate e mormorii di intesa perché, ormai si può dire, “ce l’ha fatta”. Ma è un momento altrettanto importante di quegli istanti finali a Berlino per lui, per il protagonista, e soprattutto per i bambini del Regina Margherita che, grazie a quest’impresa, potranno avere cure migliori, macchinari più moderni, insomma, una speranza in più per vivere.

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Dieci.
I collaboratori della redazione corrono dietro le telecamere per organizzare, supportare, sopportare. La moglie lo assiste, paziente, i cameraman, anch’essi esausti, danno fondo alle ultime riserve di energia.

Nove.
Il pubblico è ormai folto, riempie ogni centimetro quadro delle gradinate dell’emiciclo blu e rosso di GRP. Sono arrivate le ragazze della pallavolo “Quattrovalli” di Alessandria, ci sono i tecnici dei pulcini del Torino. Tutti attendono con partecipazione, si ride, scherza e si lanciano cori di incitamento verso il beniamino seduto qualche metro più in là: “Vai Stefano! Manca pochissimo!”

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Stefano Venneri con Ramona Dell’Abate

Otto.
Gli ospiti si succedono senza tregua. Musicisti, sponsor della trasmissione, artigiani, sportivi, giornalisti, ma anche amici di lunga data venuti a dar manforte nelle ore finali di questo show che dura ormai da più di 62 ore, un’infinità per un uomo solo. Arriva anche Ramona Dell’Abate, conduttrice televisiva con un passato glorioso al fianco di mostri sacri come Claudio Cecchetto, Gigi Sabani, Gerry Scotti, Raffaella Carrà. Anche lei qui per tenere sveglio Stefano ancora qualche minuto, ancora qualche secondo in più sulla strada della storia.

Sette.
Continuano ad arrivare mail, sms, notifiche su Facebook e telefonate. Da casa vogliono tutti dare il loro contributo, vogliono tutti complimentarsi con l’uomo dei record e, grazie allo streaming, giungono notizie di famiglie incollate allo schermo in tutta Torino, Alessandria (sua città natale), il Piemonte, ma anche da Sardegna, Sicilia, Germania, Stati Uniti, Australia, Francia e perfino Hong Kong. Tanti i tifosi del Toro che mandano i propri complimenti ad un personaggio che nell’ambiente granata è quasi un’istituzione.

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Sei.
La voce è rauca, piegata da ormai tre giorni di stravizi senza soluzione di continuità, l’occhio è quasi sommerso dalle borse del sonno. Però, all’ultima rilevazione dei medici e volontari della Croce Verde, sempre presenti in studio, la pressione era su livelli che un quarantenne sedentario si può solo augurare in una giornata di pieno relax, altro che in queste condizioni.

Cinque.
Stefano è comprensibilmente nervoso, in fibrillazione per un traguardo che sembrava così lontano, nascosto dietro mille insidie fisiche e mentali, ma che ora è a un passo, a pochi istanti. Quando è entrato nel Guinness dei Primati per le 183 ore di diretta radiofonica è stata durissima, trasmettere per 15 minuti a testa in giù, appeso a 28 metri d’altezza si è rivelato quasi un incubo per uno che soffre di vertigini. Ma queste interminabili ore passate sempre sotto l’occhio inflessibile della telecamera (solo una pausa di 50 minuti ogni 12 ore) lo hanno provato come non credeva fosse possibile

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Quattro.
Però bisogna battere quel ragazzo nepalese che in diretta ci è rimasto per 62 ore e qualche spicciolo. bisogna portare a compimento un’impresa da folli, studiata e messa in atto per aiutare l’associazione Forma e per portare GRP nel libro dei record. Manca poco.

Tre.
Da una busta di nylon arrivata da chi sa dove, spuntano le prime bottiglie di spumante. Qualcuno distribuisce i bicchieri di plastica, altri fanno semplicemente caciara.

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Due.
Stefano ha già terminato i ringraziamenti a tutto lo staff, a tutti gli ospiti intervenuti (saranno oltre 720 l’indomani mattina al termine della diretta), a tutti quelli che lo hanno incoraggiato.

Uno.
Con un leggero anticipo, tanta è la voglia di festeggiare, l’eroe di serata brucia il countdown e libera la sua gioia: “Ce l’abbiamo fatta! ce l’abbiamo fatta!”

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Zero.
Brindisi, foto ricordo, applausi, gioia immensa. Stefano Venneri ci è riuscito ancora, è nuovamente detentore di un record e Mole24 ne è stata testimone in prima persona.
Ma il cronometro continua a ticchettare: Stefano non si vuole fermare, vuole mettere al sicuro il suo primato per gli anni a venire e quindi, anche dopo aver battuto il collega nepalese, proseguirà fino a sabato mattina alle dieci. Il cronometro si fermerà a 74 0re e 32 minuti.

#VenneriGuinness, ora possiamo twittarlo più che mai!

Marco Parella

                                           

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