Home Cronaca di Torino Gipo Farassino, cantore del Piemonte dalla Barriera dl’Emme allo Stabile

Gipo Farassino, cantore del Piemonte dalla Barriera dl’Emme allo Stabile

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Ha detto addio a una Torino che, come dice una sua canzone, è “un mare di fredde ciminiere”, con “un cielo scordato dalle fiabe” e “un sole che non ti scalda mai”. Gipo Farassino, l’ultimo vero chansonnier italiano, poeta e cantore di Torino e del Piemonte, autore di canzoni indimenticabili, da Ël 6 ëd via Coni a Sangon Blues, da Porta Pila a Matilde Pellissero è morto ieri mattina nella sua casa di via della Consolata. Aveva 79 anni ed era malato da tempo.

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Mattatore amatissimo anche dal pubblico teatrale, che lo aveva salutato nel 2012 nel corso di cinque serate sold out sul palco del teatro Alfieri. Dopo la gavetta, cominciò a uscire dall’anonimato alla fine degli anni Sessanta, con l’aiuto dello stesso paroliere di Fred Buscaglione, Leo Chiosso. Nelle sue canzoni raccontava le storie delle periferie, soprattutto la Barriera di Milano, e di bulli di quartiere, di osterie e di povera gente, di amori e di “ciucche”, di umanità picaresca e pittoresca. Profondo anche il suo impegno politico: fu tra i fondatori della Lega Nord. Negli anni Novanta, l’esperienza come eurodeputato e consigliere regionale nella Giunta Ghigo. Ma quel mondo, alla fine,  lo aveva deluso. La sua vita restava la musica, nonostante la perdita della figlia Caterina – in un tragico incidente – e della moglie Lia.

La camera ardente verrà allestita domani  dalle ore 11 alle ore 14 al teatro Carignano – dove aveva esordito al fianco di Macario – per tutte le persone che desiderano rendergli l’ultimo omaggio. Saranno presenti le Autorità.

Se la carriera artistica di attore e chansonnier di Gipo Farassino è stata coronata nel 2010 al Teatro Carignano dalla spettacolo Stassèira, va rammentato che fu l’attore e regista Gualtiero Rizzi a trasformare il cantautore torinese in un vero protagonista del palcoscenico, per ridar vita a testi della tradizione popolare.

Gipo Farassino fu dapprima  il pastore Gelindo nell’omonima sacra rappresentazione natalizia  che debuttò al Teatro Gobetti il 21 dicembre 1969. Lo spettacolo girò in Piemonte e venne ripreso anche la stagione seguente al nuovissimo Teatro Erba, il 15 dicembre 1969.

Nel frattempo Rizzi aveva messo in scena, con Gipo protagonista, Notti astigiane tratto dall’Opera Jucunda di Giovan Giorgio Alione, il “Ruzante astigiano”. La nuova produzione dell’Associazione Teatro Piemontese realizzata dallo Stabile di Torino debuttò infatti al Teatro Alfieri di Asti il 6 novembre 1969. Lo spettacolo fu presentato in vari teatri in provincia e approdò infine al Teatro Erba  il 10 novembre 1969.

Nel 1970 Gipo Farassino fu poi protagonista dei Pòrdiao, nuova trascrizione in piemontese di Gualtiero Rizzi dall’originale in dialetto lombardo di Carlo Maria Pensa. Lo spettacolo fu applaudito al Gobetti dall’11 novembre 1970 e poi in altri teatri fuori Torino.

r.mazzone@mole24.it

 

                                           

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Laureato in Scienze della comunicazione con un Master in Informazione, New Media e comunicazione plurimediale, conseguito nel 2012. Giornalista pubblicista, grande appassionato di teatro, inizia a frequentarlo come spettatore, e dal 2003 in qualità di operatore dell’informazione e critico teatrale, collaborando con numerose testate e webzine di settore, specializzandosi soprattutto nel teatro musicale. Giornalista pubblicista, è inoltre membro dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro e fa parte della giuria di PrIMO, il Premio italiano per il musical originale, ideato da Franco Travaglio.

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