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La bella storia di Rachid, laureato e ora cittadino italiano

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La bella storia di Rachid, laureato e ora cittadino italiano
La bella storia di Rachid, laureato e ora cittadino italiano
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Diciamocelo: di questi tempi belle storie di questo tipo fanno bene al cuore. Ritorniamo così sulla vicenda di Rachid Khadiri, il giovane marocchino di 26 anni, che lo scorso ottobre si laureò in Ingegneria Civile (ne parlammo qui).

Ora si è realizzato un altro sogno del ragazzo, in Italia da 15 anni: il Sindaco Fassino gli ha conferito la cittadinanza italiana, all’interno della sala dell’Anagrafe di Torino, dove il giovane ha giurato fedeltà alla Repubblica e alle sue leggi.

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Commosso lui, orgoglioso Piero Fassino, che ha avuto parole di elogio: “Siamo felici che il percorso di Rachid sia oggi onorato dalla cittadinanza. Speriamo sia utile a tanti. A Torino vivono 150 mila stranieri: possano essere aiutati a vivere la loro esperienza sull’esempio di Rachid. Noi vogliamo che chi vive in questa città si senta cittadino italiano. Vogliamo che Torino sia sempre più multietnica e multireligiosa”.

Cosa c’è di speciale nella storia di Rachid è noto a tutti, compreso ai nostri lettori. Il ragazzo ha trascorso una vita davanti all’Università e a Palazzo Nuovo a vendere accendini, insieme ai fratelli Said e Abdul. Tre personalità in città, non ultimo anche grazie al dialetto piemontese che sono soliti sfoggiare con i ragazzi che bazzicano l’Università. Poi la svolta, la decisione di studiare al Poli, la laurea, l’emozione.

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E adesso la storia recente, la cittadinanza, che ci impartisce non poche lezioni. Sopra a tutte la sensazione, concreta, che se davvero si vuole cercare l’integrazione, quella vera, quella completa, si può. Come? Chiedetelo a Rachid

Andrea Besenzoni

 

 

                                           



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