Home Cronaca di Torino Stereotipi all’italiana. E la Fiat conquista l’America – video

Stereotipi all’italiana. E la Fiat conquista l’America – video

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Da sempre il simbolo della torinesità, la Fiat, è stata uno dei pilastri della storia industriale italiana. Nata nel 1899, ha reso Torino la città operaia per eccellenza, attraendo lavoratori sia dalle campagne del Nord-Est, sia dal più lontano Sud Italia, in cerca di una vita migliore. Onnipresente sullo sfondo della storia italiana del XX secolo, si è guadagnata il nomignolo di “Mamma Fiat”, in anni in cui era simbolo di un futuro più sicuro.

New 2012 Fiat 500

Come sappiamo, però, la storia dell’azienda ha avuto i suoi alti e bassi, soprattutto negli ultimi decenni. Come ha sottolineato l’amministratore delegato Marchionne qualche mese fa sul Fatto Quotidiano “Mamma Fiat non esiste più”, c’è bisogno di rinnovamento. Sotto la sua gestione, in effetti, in seguito all’acquisto di Chrysler, l’azienda si è lanciata nel tentativo di conquista del mercato americano.
Quale prodotto migliore se non l’italianissima 500 per tentare l’impresa?

MOPAR SEMA Vehicles

L’auto simbolo della tipica famiglia italiana, del rito delle vacanze estive, la prima per molti dei nostri nonni o genitori, il segno che i tempi e gli stili di vita, dopo un tormentato dopoguerra, sembravano finalmente più rosei e tranquilli. È così, con la versione più moderna e chic che tutti conosciamo da qualche anno, che l’azienda torinese si appresta a conquistare i cuori degli automobilisti americani. Da qui nasce una delle pubblicità più famose degli ultimi tempi, “Backseat Italians”, in cui come optional in aggiunta alla 500L viene inserita un’autentica famiglia italiana, che si comporta secondo tutti gli stereotipi che conosciamo: chiassosa, legata ai riti del Belpaese per eccellenza del calcio e del caffè e molto verace.

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Ecco il video del primo, divertente, spot

Questa, in realtà, è solo una parte della veste di made in Italy che la Fiat ha deciso di darsi oltreoceano, dato che arriva dopo un’altra campagna, sempre destinata al mercato americano, in cui si vedono delle 500 che si tuffano nel mare dalle coste italiane e attraversano l’oceano per sbarcare di fronte alla Statua della Libertà, con un evidente richiamo alla moltitudine di migranti sbarcati in America in cerca di fortuna all’inizio del secolo scorso.

Il secondo spot con lo “sbarco” dei nuovi italiani

Sicuramente entrambi gli spot si meritano il successo che hanno riscosso, sono divertenti e originali, perfino migliori di quelli destinati agli spettatori italiani, chissà poi perchè. In realtà,  se ci si riflette attentamente, non ritraggono un italiano diverso da quello che ogni straniero si immagina, come chiunque abbia passato qualche periodo all’estero può confermare. Nonostante la sicura presa che possono avere sul pubblico, è un po’ un peccato che una delle aziende simbolo del nostro paese si sia lasciata trascinare nel confermare gli stereotipi che da anni cerchiamo di scrollarci di dosso. Speriamo almeno che nella prossima reclame, se ci sarà, i protagonisti recitino in piemunteis: chissà che, dopo aver provato una 500, gli americani non decidano anche di fare una visita alla sua città d’origine.

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Erika Guerra

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