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Gli scrittori di Torino, la trasformano in città di parole.

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Torino, città di parole. E di scrittori
Torino, città di parole. E di scrittori

Sono quasi trent’anni che Torino ospita il Salone Internazionale del libro. C’è un piccolo gioiello in via Bogino, chiamato il Circolo dei Lettori, luogo privilegiato di approdo dei bibliofili sabaudi. Nel 2007 Alessandro Baricco, tra gli scrittori torinesei uno dei maggiori, ha fondato qui la Scuola Holden, ad oggi una delle più celebri palestre italiane per aspiranti scrittori.

Si dice che tre indizi facciano una prova: il legame di Torino con il mondo della letteratura e de gli scrittori è più saldo che mai.

E’ innegabile. Primo e Carlo Levi, Mario Soldati, Carlo Fruttero e più di recente Luca Bianchini, Paolo Giordano e Giuseppe Culicchia sono soltanto alcuni fra gli scrittori più conosciuti che sono nati nella città della Mole. Accanto a loro ce ne sono altri meno noti, che nel corso degli ultimi anni, si stanno facendo spazio con talento e bravura.

Fabio Geda ha 41 anni di cui molti spesi facendo l’educatore per i servizi sociali. Il suo romanzo d’esordio è del 2007, si intitola “Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani” e racconta la storia del lungo viaggio di un ragazzino rumeno alla ricerca del nonno. Ma è con il suo “Nel mare che ci sono i coccodrilli” che si è fatto conoscere al grande pubblico. Tradotta in 32 lingue, è l’avvincente e commovente biografia di Enaiatollah Akbari, dalla sua nascita in Afghanistan, al suo arrivo in Italia.

Gli scrittori di Torino, la trasformano in città di parole.

Gaia Rayneri di anni ne ha 27 e nel 2009 ha pubblicato “Pulce non c’è”, un romanzo che racconta, attraverso gli occhi di una bambina di tredici anni, le vicissitudini della propria famiglia, alle prese con una bambina affetta da autismo ed un clamoroso errore giudiziario di cui farà le spese il padre. La storia è vera ed è la sua; tuttavia, come conferma l’autrice stessa, non si tratta di una biografia vera e propria: l’elemento romanzesco permette a Gaia di rendere bellissima e godibile una storia tutt’altro che allegra. E’ stato girato anche un film tratto da questo libro, ma ad oggi purtroppo non ha ancora trovato spazio nelle sale cinematografiche.

Christian Frascella è nato a Mappano nel 1973 e lì è cresciuto. Ha lavorato a lungo come operaio, poi un giorno ha creduto nei suoi scritti e nel 2009 è uscito “Mia sorella è una foca monaca”, divertente, tenera e a tratti irresistibile storia di un ragazzo ribelle che vive nella periferia torinese alla fine degli anni ’80.

Gli scrittori di Torino, la trasformano in città di parole.

C’è sicuramente qualcosa di autobiografico in questa sua opera prima, ma è nell’ultimo suo libro uscito quest’anno dal titolo “Il panico quotidiano” che l’autore mette nero su bianco, con uno scritto di rara intensità, la sua personale esperienza con una terribile malattia. Tre giovani scrittori, tre ulteriori indizi di quel legame speciale tra Torino ed i libri.

Edoardo Ghiglieno

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