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Casorati e Levi: amici pittori in mostra alla Biasutti&Biasutti

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Casorati e Levi: amici pittori in mostra alla Biasutti&Biasutti
Casorati e Levi: amici pittori in mostra alla Biasutti&Biasutti

Felice Casorati e Carlo Levi: due personalità importanti, emblematiche di una Torino intellettuale che negli anni Venti e Trenta guarda alla Francia e si nutre di ideali liberali e antifascisti.

La storia del rapporto tra Levi e Casorati parla di amicizia, di rispetto reciproco, di un particolare rapporto maestro-allievo (pur non essendo il primo direttamente allievo del secondo), di arte (ovviamente) e di ideali.

Il primo entra in contatto col secondo grazie a Piero Gobetti, che ammira Casorati e la sua pittura e ne scrive nel 1920 e poi in una monografia dedicata all’artista pubblicata nel 1923. Il pittore, a sua volta, aderisce attivamente, ad inizio anni Venti, al progetto antifascista del giornalista torinese ed alla rivista da lui fondata “Rivoluzione liberale”, tanto da essere arrestato nel 1923 e rilasciato dopo tre giorni. In seguito a questo episodio Casorati terrà pubblicamente una posizione politica molto diplomatica e prudente nei confronti del regime.

Cosa che, in assoluto, lo differenzierà molto da Carlo Levi, prima ancora, forse, scrittore, intellettuale e politico antifascista che pittore. E sicuramente il diverso approccio alla politica differenzierà ed in un certo senso allontanerà, negli anni Trenta, i due pittori, i loro interessi e le loro ricerche artistiche.

Se fino alla metà degli anni Venti i due si intendono, in particolare per quanto riguarda il rigore della composizione che Levi ammira in Casorati, successivamente le ricerche e gli stimoli creativi imboccheranno strade diverse, anche molto distanti tra loro.

Già nella prima metà degli anni Venti Casorati fonda una propria scuola, dalla quale usciranno, tra gli altri, Nella Marchesini, Daphne Maugham (che diverrà sua moglie nel 1930), Albino Galvano, Riccardo Chicco, Lalla Romano. In questo periodo la pittura di Casorati è votata ad una meditazione ed una rilettura della costruzione spaziale della pittura quattrocentesca. Nella seconda metà del decennio Casorati si avvicina, pur rimanendo sempre in posizione decentrata ed autonoma, al recupero della tradizione figurativa italiana portato avanti da Margerita Sarfatti e dal gruppo Novecento, partecipando ad alcune mostre del gruppo.

In parallelo si sviluppa la ricerca artistica di Carlo Levi all’interno del gruppo dei Sei Di Torino (con Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Francesco Menzio ed Enrico Paulucci, che con Casorati per un periodo condivide lo studio). L’interesse del gruppo, merito della cui formazione è da attribuire da una parte all’originale figura di Edoardo Persico, dall’altra alla promozione dell’Impressionismo e di Cézanne propugnata da Lionello Venturi,  più che al classicismo casoratiano è rivolto alle novità che arrivano da Oltralpe.

Negli anni Trenta la distanza negli interessi e nel lavoro tra i due pittori aumenta: se da un lato Casorati si affranca dalla fase classica e quattrocentista aprendosi a composizioni di interni e paesaggi in direzione di una squisita libertà tonale e luminosa,  la ricerca di Levi prende sempre più una direzione politica: dopo essersi unito al movimento antifascista di “Giustizia e Libertà” fondato da Carlo Rosselli, nel 1934 viene arrestato e l’anno successivo, dopo un secondo arresto, viene mandato al confino nel paese lucano di Grassano. Questa esperienza sarà decisiva per gli sviluppi dell’ attività pittorica e per la realizzazione del suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli. D’ora in avanti la pittura di Levi sarà strettamente legata all’impegno politico ed intellettuale, con riferimento in particolare alla dimensione del meridionalismo.

Ma questa è un’altra storia.

Nel 1963 Levi ricorda lo scomparso amico Casorati in un toccante articolo apparso sulla Stampa, Ricordo di Casorati. In questa sede ricorda con affetto ed una punta di malinconia gli anni della giovinezza, parlando dell’incontro con Casorati e descrivendolo come un grande maestro che si portava appresso una vaga aria di mistero.

Insomma, una mostra da andare a vedere e gustare per più motivi: tra questi, sicuramente lo spessore culturale ed artistico di due protagonisti della nostra Torino, la grande qualità di tutte (e dico tutte) le opere esposte e, non per ultima, l’atmosfera di grande rispetto e di sincera amicizia tra i due che si legge tra le righe nell’accostamento dei loro quadri.

I quadri di due amici, amici pittori.

Felice Casorati e Carlo Levi. Amici pittori.

A cura di Francesco Poli

Dal 24 ottobre al 21 dicembre 2013

Galleria Biasutti&Biasutti

Via Bonafous 7/L, Torino

Emanuele Bussolino

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