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Gtt, domani tutti a piedi

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Gtt, domani tutti a piedi
Gtt, domani tutti a piedi

Si, avete capito bene. Anche domani Gtt sciopera. Frenate però per qualche secondo gli improperi: da un lato è vero che trattasi dell’ennesimo sciopero del trasporto pubblico, dall’altro va anche considerato che il trasporto pubblico torinese “ottempera” domani a un’agitazione che era in programma prima il 9 novembre scorso, poi fu rinviato il 2 dicembre. L’agitazione è indetta da Cgil, Cisl, UIl per protestare contro la politica dei trasporti del Comune di Torino e per la programmata vendita del 49% dell’azienda ad un gruppo privato.

Gtt, (Anche) oggi sciopero
Gtt, (anche) domani sciopero

Le modalità:  

Gtt assicura il servizio durante le fasce di garanzia, e cioè:

• Servizio urbano e suburbano della Città di Torino: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00

• Metropolitana: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00

• Autolinee extraurbane: da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

• sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri (ferrovia Canavesana) e sfmA Torino-Aeroporto-Ceres: da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

I motivi: 

Sono sempre gli stessi: i timori legati alla privatizzazione di Gtt e le ripercussioni che questo potrebbe avere sul lavoro. Lo si legge, per esempio, su un comunicato (legato a un recente sciopero, ma esemplificativo della situazione), dell’Unione Sindacale di Base (che pure domani non partecipa, essendo l’agitazione indetta da FILT CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FAISA CISAL e UGL a cui aderisce FAST CONFSAL.): “Si tratta di una macelleria sociale già riscontrabile nelle città di Genova e Firenze in cui si è proceduto alla privatizzazione del trasporto pubblico, un progetto fallimentare di scorporo e privatizzazione che Fassino, con ostinazione ed arroganza, persegue in spregio alla volontà popolare espressasi col referendum del 2011, in violazione del mandato popolare conferito dagli elettori torinesi sulla base della promessa elettorale di gestione pubblica delle aziende partecipate e, quindi, in violazione dei più elementari principi di democrazia rappresentativa.”.

Chiaro, no?

Andrea Besenzoni

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