Home Spor-to Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.

Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.

10
SHARE

Oggi è il nostro Natale laico, oggi è il compleanno del Torino Calcio, del Toro.

Niente capanne o mangiatoie, il Torino Calcio nella birreria Voigt, che oggi si chiama Norman e tutte le volte che ci passo davanti penso “è lì che  è partito tutto” oppure lo dico ad alta voce se sono accompagnato, anche se la persona che è con me sicuramente lo sa, perché gliel’ho già raccontato mille volte.

I baffoni di Alfred Dick, i dissidenti dalla Juventus, la squadra che prende forma dalla fusione con l’FC Torinese, il colore granata che non si capisce se adottato al posto del giallonero per motivi politici, per omaggiare il Servette o a causa dei ripetuti lavaggi: i primi passi si muovono nella nebbia della leggenda, senza sapere che il Torino leggenda sarà davvero.

Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.
Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.

 

Facile e giusto ripercorrere le tappe fondanti del mito, anche quelle più dolorose: con la mente siamo tutti a Superga, sotto la pioggia, a vedere cosa rimane dell’aereo del Grande Torino, siamo in Corso Re Umberto a sperare che Meroni si riprenda, siamo in lacrime quando sappiamo della morte di Ferrini.

Ma nel dolore c’è riscossa e allora siamo tutti al Fila mentre i “ragazzi” del Torino travolgono il Genoa nella prima partita dopo la tragedia, siamo sempre al Fila quando il Toro, cancellata la “T” di Talmone, stravince l’esordio interno del suo primo campionato di B contro il Cagliari, riscrivendo una storia nuova, siamo al Comunale quando Combin fa quello che aveva promesso a Meroni e la maglia numero sette, indossata da Carelli, ricambia.

Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.
Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.

 

Abbiamo tutti il colbacco in testa quando Giagnoni guida il Toro all’assalto delle grandi, imprechiamo tutti sotto la pioggia quando Barbaresco non vede il gol di Agroppi a Genova che costerà uno scudetto, siamo tutti intorno a Pulici quando, costretto a ripassare i fondamentali contro il muro, studia per diventare il più grande attaccante della storia del Toro.

Siamo tutti Pupi quando alza il pallonetto su Zoff o si tuffa a pelo d’erba per la rete che vale lo scudetto. Siamo tutti in campo mentre Radice sgrida Mozzini nel giorno più bello e in quell’attimo non ci si rende ancora conto di aver fatto l’impresa. Siamo tutti a cercare il punto mancante, per arrivare a 51, quando hai fatto meglio dell’anno in cui hai vinto, ma non è bastato.

Siamo Graziani in porta a Monchedgladbach o in avanti contro lo Stoccarda, siamo la penna di Pecci che scrive “Il Toro non può perdere”.

Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.
Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.

 

Siamo tutti i dieci ragazzi del Fila, su undici titolari, che nel 1982 affrontano la Fiorentina: se non è un record, poco ci manca, altro che “Cantera”.

Siamo i tre gol in tre minuti nel derby, siamo il futebol bailado di Junior e il pressing di Radice, siamo quelli che senza Serena vanno in Uefa lo stesso.

Siamo le plus fort, perché les plus fort sont le rouge quando espugniamo Nantes 4-0, siamo la nebbia che accompagna il gol di Dossena col Beveren, siamo le bestemmie quando Fredriksson ci nega due rigori contro il Tirol, che sarebbero valsi la semifinale Uefa.

Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.
Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.

 

Siamo le lacrime della Coppa Italia sfumata contro la Samp, del viaggio della speranza a Lecce: lacrime che si ripeteranno ancora troppe volte, come a Reggio Emilia, come nuovamente a Lecce. Siamo tutti su quei treni, anche quando non li abbiamo fisicamente presi.

Siamo quelli che accolgono la Primavera, dopo una Coppa Italia vinta, come se avesse trionfato in Champions. Siamo quelli che soffrono dopo Madrid, per come sono stati trattati i nostri dalla polizia spagnola, ma al ritorno ridono, prima di infrangerci contro i pali di Amsterdam, con l’unico conforto di una sedia alzata.

Siamo tutti nelle braccia di Luca Fusi, mentre alza la Coppa Italia con tre rigori contro, siamo con Rizzitelli e Angloma negli ultimi derby vinti, siamo tutti uccisi dai sensi di colpa per non essere riusciti a fermare la demolizione del Fila, fidandoci troppo, non ascoltando chi aveva già capito e vedendoci distruggere casa nostra senza reagire come avremmo potuto.

Siamo tutti un Torello che va in giro per l’Italia sui campi minori a scoprire nuove amarezze, ci siamo nascosti dentro la buca di Maspero mentre Salas tirava, siamo quelli che hanno marciato in 50000 il giorno dopo una retrocessione, in un 4 maggio stranamente col sole consci che, anche se non è servito, rimane uno dei più bei momenti della nostra storia.

Siamo quelli che sembravano aver trovato finalmente la squadra giusta, poi si sono ritrovati senza stemma ovale, tra le lacrime di Acqui e la paura dell’assenza di unfuturo, che quando è arrivato ci ha fatto sognare, ma poi ci ha riconsegnato tempi ancora più duri e vicini ancor più ingombranti.

Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.
Torino Calcio, un compleanno sempre più speciale.

 

Li abbiamo vissuti tutti questi centosette anni, anche quando non c’eravamo, perché essere del Toro è introiettare determinati valori in maniera unica, tanto da trascendere la squadra e tramutare questo calore, questa lotta, quest’appartenenza in stile di vita. Abbiamo la maglietta granata e gli scarpini tutti i giorni, anche se non abbiamo mai tirato un calcio a un pallone.

Buon compleanno fantastico Toro, sperando che uno dei prossimi lo festeggeremo a casa, lo festeggeremo al Fila.

Francesco Bugnone

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here