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Un tappeto di seni per dire no alla chiusura del Valdese – video

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Provocatorio e simbolico, davanti al Museo del Cinema di Torino, nella giornata del via al Torino Film Festival, non c’era l’amatissimo red carpet holliwoodiano, ma un “Tet Carpet”, un grande tappeto formato da fotografie di seni nudi. Una presa in giro alle star del cinema? Assolutamente no. Il Tet Carpet torinese non ha nulla a che fare con il cinema, ma piuttosto con una situazione tutta italiana. Rappresenta una protesta contro la chiusura di molti dei reparti dell’Ospedale Valdese di Torino, decisa dalla Regione Piemonte. Tra questi, anche il reparto che rappresentava un’eccezione nazionale, la senologia oncologica.

tet carpet valdese

La data e il contesto della manifestazione, domenica 24 novembre, sono state scelte appositamente per due motivi. Oltre ad essere la giornata dell’inizio al TFF, che avrebbe portato folla e attenzione, domenica è stata anche la vigilia alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. “Mettiamoci le tette”, è l’associazione di più di 300 donne che si sono fatte fotografare per denunciare la decisione della Regione Piemonte.
Qui sotto il video promozionale dell’evento

Mettiamoci le tette – Nude per il valdese: salviamo l’Ospedale! from Mu produzioni audiovisive on Vimeo.

Seni nudi, sani o segnati dalla malattia, non solo di donne, ma anche di uomini, hanno formato il Tet Carpet, inaugurato a piedi nudi dal direttore del Film Festival, Paolo Virzì e dall’amica e regista Francesca Archibugi, un’altra testimonial che ha voluto esprimere solidarietà all’iniziativa contro la chiusura dei reparti ospedalieri.

tet carpet valdese 3

L’ospedale Valdese cura circa 4.500 malati oncologigi e pratica 7.000 interventi chirurgici all’anno, di cui 600 per il tumore al seno. È uno dei centri di specializzazione più qualificati per la mammella in Italia, secondo in Regione per il numero di interventi e un riferimento di eccellenza per la diagnosi del tumore. Fin dal 1861, nel centro del quartiere di San Salvario, è un riferimento sicuro della città. Oggi, l’insana decisione ha una responsabilità politica e arriva dal governatore della Regione Piemonte Roberto Cota (Lega Nord). Le scuse avanzate sono di ordine economico, nonostante il centro fosse già stato soffocato dalla riduzione dei rimborsi regionali dell’80%. Malati in cura che, interroti i servizi oncologici, si sono dovuti disperdere in altri centri. L’impegno a creare una “Casa della Salute”, per mantenere i rapporti eccellenti di assistenza e, soprattutto, cura che erano stati raggiunti al Valdese, è nelle mani della Regione, della Comunità Valdese e del Comune. I gruppi, però, in tre anni non si sono ancora riuniti e non hanno dato il via al progetto.

tet carpet valdese 2

Oggi chi non cede e continua a battersi sono le donne, che con la loro manifestazione e la loro petizione, hanno deciso di farsi calpestare simbolicamente sul Tet Carpet, dove si sono messe a nudo, nello stesso modo in cui la Regione ha calpestato pubblicamente le loro cure e i loro diritti.

Giulia Masoero Regis

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