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Il mondo magico di Sergio Agosti

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Il mondo magico di sergio agosti
Il mondo magico di sergio agosti
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Ci sono artisti le cui opere danno, sin dal primo impatto, un’idea di delicatezza ed intimità.

Così come nella tradizione della pittura zen pochi gesti, meditati, del pennello hanno la forza di aprire nella mente dello spettatore un cosmo inesplorato, riescono a toccare delle corde del nostro spirito che troppo spesso oramai, in un mondo che sempre più propone messaggi forti, di impatto, unidirezionali, sono difficili da raggiungere.

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Ed è proprio la semplicità e la compostezza del gesto, la scelta misurata dei colori, talvolta il piccolo o medio-piccolo formato di un quadro, che porta i lavori di tali artisti ad aprire un dialogo con lo spettatore: un dialogo che si rivolge direttamente non tanto alla capacità intellettuale di quest’ultimo, quanto a quella emotiva.

Sergio Agosti (Carpaneto Piacentino, 1933 – Chieri, 2003) è appartenuto, a pieno diritto, a questa categoria di artisti. In questi giorni la galleria Caracol, con sede in via Saluzzo 23, nel cuore di una San Salvario sempre più dinamica e creativa, gli dedica una personale, a cura di Francesco De Bartolomeis, per commemorare i dieci anni dalla sua scomparsa.

Lo spazio presenta le opere dell’artista emiliano di nascita, torinese (ed in seguito chierese) d’adozione, realizzate negli anni Novanta, per arrivare all’ultima serie di carte datata 2002. Del pittore vengono quindi presentate le opere della piena maturità artistica, un ipotetico punto di arrivo del lavoro di un artista che ha fatto della ricerca, della sperimentazione e dell’assemblaggio di materiali diversi uno dei principali punti di forza.

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I quadri astratti della seconda metà degli anni Novanta si caratterizzano per l’eleganza ed i modi garbati nell’accostamento dei toni cromatici, mai azzardati: qua e là fanno capolino motivi geometrici e frecce indicanti una ipotetica direzione da seguire.

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La composizione è resa ancora più intrigante e misteriosa da una velina che il pittore applicava sulla tela. Lungi dall’essere una sorta di rifinitura, la velina è parte integrante ed elemento essenziale per la lettura dell’opera, dal momento che, alterando volutamente la percezione della composizione nel suo complesso, si pone come elemento di confine tra gli occhi dell’osservatore ed il mondo immaginato dall’artista. Un mondo reso, attraverso questo espediente, ancora più magico e poetico.

I complimenti sono d’obbligo per una giovane galleria (aperta nel maggio 2012) diretta da un giovane gallerista, Federico Cano Correa, le cui scelte espositive si sono orientate, sinora, su artisti che privilegiano tecniche e supporti differenti (vetro, sabbia, tela, legno, carta…) ma che sono accomunati dalla elevata qualità della ricerca.

In bocca al lupo!

Sergio Agosti. Gli anni ‘90

Dal 22 novembre al 7 dicembre 2013

Caracol Arte Contemporanea

 via Saluzzo 23, Torino

Emanuele Bussolino   

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