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Dolcetto: il vino dell’amicizia

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Dolcetto: il vino dell'amicizia
Dolcetto: il vino dell'amicizia

Il Dolcetto è uno dei vini piemontesi più conosciuti e diffusi in Italia e nel mondo.

Si tratta di un vino semplice che viene definito da alcuni come “vino dell’amicizia” e della “compagnia”.

Alcune fonti storiche affermano che il vitigno, da cui prende il nome il vino, appare per la prima volta nel 1593 in un documento conservato negli archivi storici di Dogliani nel quale ne veniva vietata la vendemmia anticipata.

Le uve dolcetto e il vino stesso, nel corso della storia, erano utilizzati come merce di baratto con la vicina Liguria in cambio di beni poco reperibili in Piemonte, quali sale, acciughe e olio.

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Tuttavia, il Dolcetto ha avuto la sua maggior fortuna negli anni Settanta e Ottanta, perchè dato il suo carattere semplice, era uno dei vini principalmente consumato ai pasti. A seconda del territorio in cui viene impiantato il vitigno, il vino può dare risultati diversi.

Di fatto, i territori maggiormente vocati alla coltivazione del dolcetto sono stati fregiati dalla Denominazione d’Origine Controllata e Garantita o semplicemente dalla Denominazione d’Origine Controllata, fra le D.O.C.G. ricordiamo il Dolcetto di Diano d’Alba, il Dolcetto di Dogliani Superiore e il Dolcetto di Ovada.

Tuttavia, che si tratti di un Dolcetto proveniente dal Pinerolese o di un Dolcetto di Dogliani, possiamo delineare alcune caratteristiche comuni. Innanzitutto, il suo colore si caratterizza per i suoi riflessi violacei e le tonalità rubino. Si tratta di un vino dal bouquet fruttato, in particolare il suo profumo ricorda i frutti di bosco.

Al palato si caratterizza per il suo gusto secco, tannico ma non troppo e spesso lascia un retrogusto amarognolo e di mandorla. Il suo carattere schietto fa sì che si sposi bene con la cucina tradizionale piemontese e i piatti cucinati in famiglia, fra questi citiamo salumi, tomini, agnolotti e agnolotti del plin, arrosti, bollito misto, i batsoa (spiedini di carne suina, lessati e fritti) e trippa.

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La tendenza attuale è di rivalutare il valore di questo vino, relegato ormai da decenni al cliché di vino semplice e da pasto, cercando di valorizzare e migliorarne sempre di più la qualità.

Oggi, molti produttori stanno posizionando i propri vigneti in luoghi maggiormente esposti al sole e inoltre, nonostante si tratti di un vino normalmente consumato giovane, stanno migliorando le tecniche di affinamento.

Grazie all’impegno dei produttori, il miglioramento della qualità e al buon rapporto qualità-prezzo, è un successo crescente anche sui mercati esteri.

Clara Lanza

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