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Adotta un dinosauro e salva il Museo di Scienze naturali di Torino

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Il Museo regionale di Scienze Naturali non sarà abbandonato. E a salvarlo sarà Dino, il dinosauro.
Nato 35 anni fa, nel 1978, il Museo è situato nell’ex sede dell’Ospedale San Giovanni Battista, dove si è man mano allargato anche grazie alla convenzione con l’Università di Torino. Lo scorso 3 agosto, l’intero Museo ha rischiato di andare letteralmente in fumo, anche se l’incendio che lo ha colpito (legato allo scoppio di una bombola) è stato contenuto. Ora, le attività del Museo sono ridotte, anche se raccolte tutte assieme nel progetto “Fuori programma il museo c’è”. Per mantenere vivo l’interesse, l’MRSN ha comunque partecipato alla Notte dei Ricercatori.

museo scienze naturali torino

Ma la vera iniziativa è quella lanciata dalla Regione Piemonte con la collaborazione di Vodafone Italia. Si tratta di una campagna di raccolta fondi dal nome simbolico di “Adotta Dino”. Inviando fino all’8 dicembre un sms al numero 45511 si donerà un euro per contribuire personalmente alla riapertura del Museo.
Ma chi è Dino? Dino è un gigantosauro argentino; come i suoi avi in carne, squame e ossa, Dino è alto quasi quattro metri e lungo 14. Dino è arrivato a Torino nel 2004 in occasione di un’esposizione di rettili preistorici sudamericani. Rimasto sotto la Mole, è diventato una star: simbolo del Museo, ha accolto per qualche mese i passeggeri all’aeroporto di Caselle e ultimamente è stato anche esposto a Paratissima.

adotta dino

Ora, Dino diventa il simbolo di un’impresa, quella di salvare un Museo che spesso i torinesi dimenticano, ma che è una ricchezza a livello scientifico e didattico. La sola sezione zoologica ospita un numero impressionante di reperti, tra cui ventimila rettili e svariati animali estinti. Ci sono però anche una sezione entomologica, una di botanica, la mineralogia e naturalmente la sezione di paleontologia, quella in cui “lavora” Dino. “La riapertura del Museo è una priorità” – ha commentato l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Michele Coppola – “in questi anni è diventato non solo un polo scientifico, ma anche un luogo frequentato dalle famiglie e dai bambini, con un profondo legame con la città”. In effetti, l’attività del Museo è in crescita: ha registrato un aumento del 50% dei visitatori nel triennio che va dal 2009 al 2012. Grazie a Dino, riaprirà presto per un futuro di successi.

Giulia Ongaro

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